Sono di epoca romana, nessuno sa dire da quanto tempo mancano. Cinque anni di strane sparizioni VARESE. Un mistero agita le sale del museo di Varese: sono scomparsi da una stanza alcuni oggetti antichi, ed è stata presentata una denuncia ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Monza. La scoperta è stata fatta da una funzionaria del Comune. Il fatto era top secret, ma è trapelato ieri a Palazzo Estense: gli inquirenti, da alcune settimane, hanno avviato una indagine su mandato della procura di Varese che vuole capire se vi sia un «tombarolo» che si aggiri tra una platea di opere variegate e preziose: antiche piroghe preistoriche, vasellame romano, statue e oggetti medievali. Non ci sono indagati, fino a questo momento, tuttavia alcuni dipendenti dell'amministrazione sono già stati interrogati dai carabinieri. Ovviamente come testimoni. I reperti trafugati, secondo le indiscrezioni, sarebbero due vasi di epoca romana spariti da un magazzino di pertinenza del museo civico archeologico. Il punto è che non è chiaro da quanto tempo il vasellame sia stato rimosso dalle sua sede originaria. La mensola era vuota da tempo. Una prima ipotesi era stata avanzata dagli stessi dipendenti e cioè che i vasi fossero stati persi durante uno spostamento. Una delle prime leggi della biblioteconomia, infatti, recita che un oggetto catalogato male, è un oggetto perso. Ma alla fine i sospetti hanno prevalso, è stata comunque presentata la denuncia ai carabinieri da cui è partita l'inchiesta. A ben guardare, non è la prima volta che avvengono sparizioni sospette ai musei civici. Per la precisione è la seconda volta, a Varese, che negli ultimi 5 anni si verificano furti. Il precedente episodio avvenne nella sezione risorgimentale e furono trafugati dei reperti garibaldini, tra cui un archibugio. Per quella vicenda è indagato un messo comunale, poi spostato in un'altra sede. Eppure il lavoratore si è sempre dichiarato del tutto estraneo alla vicenda e inoltre è probabile che tra i due episodi non vi sia alcuna correlazione. Resta il fatto che la notizia sia caduta praticamente come un fulmine inaspettato in Comune. La vicenda è a conoscenza solo di pochissime persone nell'ambiente museale e la circostanza che i carabinieri stiano sentendo i testimoni ha favorito una certa discrezione, tanto che molti degli attuali assessori della giunta comunale non ne sono stati nemmeno informati; persino il precedente assessore alla cultura, Simone Longhini di Forza Italia, non ne era a conoscenza. Anche se i carabinieri che indagano sono gli stessi dei capolavori veronesi ritrovati in Ucraina e restituiti all'Italia, non sarà facile venirne a capo. Si tratta di una sparizione che potrebbe risalire quantomeno all'anno scorso, seppure scoperta solo negli ultimi due mesi. L'assessore alla cultura di Varese, Roberto Cecchi, conferma l'episodio: «So dell'indagine ma non conosco i dettagli». Il valore degli oggetti scomparsi potrebbe esser di qualche migliaio di euro, anche se non si tratta dei pezzi migliori dell'oggettistica storica varesina. Il museo civico archeologico ha infatti una collezione di circa 10mila oggetti, dal preistorico al risorgimento, e non tutti sono esposti. Episodio isolato? Il nuovo direttore del museo di Varese Daniele Cassinelli si è insediato nell'incarico dal primo dicembre e ha avviato una ricognizione degli oggetti e una serie di pratiche organizzative per garantire la sicurezza del patrimonio. «Attendiamo che i carabinieri facciano l'indagine e chiariscano che cosa sia accaduto, ma intanto ho ritenuto opportuno lavorare sulla tutela del patrimonio», commenta il direttore del museo.