Cassaforte vuota. Volatilizzati 40 mila euro, l'incasso del weekend. Il furto alla Villa Reale di Monza è stato scoperto ieri mattina. Nessuna effrazione agli ingressi, né segnali dall'impianto d'allarme. MONZA. Imponente e maestosa alla vista, facile da violare. Troppo, a giudicare dalle modalità con cui, l'altra notte, è stato messo a segno il furto degli incassi della biglietteria della Villa Reale, il monumento e luogo di attrazione turistica più importante del capoluogo brianzolo. Nessuna effrazione evidente agli ingressi, non un segnale giunto dall'impianto d'allarme. Eppure, ieri mattina, erano spariti quaranta mila euro. Soldi rubati dalla cassaforte inchiodata al pavimento nell'ufficio ricavato dietro il banco della biglietteria, al piano terra dell'ex reggia sabauda, quello degli spazi commerciali (bar, ristorante, e bookshop). La tastiera del forziere era corrosa, come se qualcuno ci avesse gettato sopra dell'acido, ma la polizia dubita che questo elemento sia legato al modo in cui è stata aperta la cassaforte. Da non scartare l'ipotesi che qualcuno conoscesse la combinazione per l'apertura, e che poi abbia voluto cancellare eventuali impronte. Elemento che rafforza la pista del basista interno (pur mantenendo la polizia la dovuta cautela investigativa), ma che non fa diminuire la preoccupazione sulla facilità con cui l'autore del furto sia penetrato nella storica dimora del Piermarini . Anche perché, da quanto emerso, a ottobre si era verificato un primo tentativo andato a vuoto, quando sulla stessa cassaforte erano stati trovati dei piccoli segni sulla superficie esterna, come se avessero cercato di aprirla con un «piede di porco». A dare l'allarme ieri mattina, verso le 8, è stato uno degli addetti della società di vigilanza ingaggiata per garantire la sorveglianza della Villa. In cassaforte c'erano gli incassi accumulati nel weekend di visite alle varie mostre allestite nelle sale interne (fino al 26 febbraio la struttura ospita l'esposizione di Henri Cartier Bresson): 32mila euro, più altri 8mila ricavati dalle vendite di cataloghi e souvenir della libreria del piano terra. I responsabili del commissariato hanno mandato sul posto gli agenti scientifica, per i rilievi del caso. Difficile pensare che il ladro, ipotizzando che si tratti di una sola persona, abbia usato uno dei due ingressi centrali, protetti dal sistema d'allarme. Le possibili falle potrebbero riguardare semmai le entrate laterali, in particolare quelle delle cucine del ristorante. Una volta dentro, avrebbe voltato l'obiettivo di due telecamere, e poi si sarebbe introdotto nell'ufficio, a colpo sicuro. Il dirigente del Consorzio Parco Villa Reale, Lorenzo Lamperti, si è detto «sconcertato» dall'accaduto. «La gestione del corpo centrale non è in capo al Consorzio ha aggiunto ma certo vogliamo sapere cosa è successo e cosa chiariranno le indagini».