DODICI mesi costellati di cantieri chiusi, inaugurazioni, mostre e file ai cancelli d'ingresso. Lo si era capito già a maggio, in occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il 2016 sarebbe stato l'anno di Pompei. A gennaio era partito il restauro della Schola Armaturarum il cui crollo nel 2010 scandalizzò il mondo. A marzo la mostra "Mito e Natura" e la riapertura di 5 domus, ad aprile gli Egizi, a maggio la mostra di Igor Mitoraj per la prima volta negli scavi e la seconda visita di Matteo Renzi, a luglio i concerti di David Gilmour ed Elton John, le visite notturne, ad agosto riapertua di altre domus su via dell'Abbondanza, a dicembre il percorso per disabili, la riapertura della Casa dei Vettii e la visita del premier Paolo Gentiloni. Direttore Massimo Osanna, la classifica dei siti più visitati del Paese conferma Pompei al secondo posto con 3,2 milioni di biglietti staccati. Che dato è? "Che a Pompei ci fosse un trend positivo lo avevamo capito a novembre. L'aspetto positivo, al di là dei numeri, è che la crescita dei visitatori è l'indicatore di una situazione che è cambiata. Lo vedo tutti i giorni negli scavi: con il percorso "Pompei per tutti" ci sono in giro molte più carrozzine, il pubblico apprezza. Il fatto che si parli di Pompei, delle riaperture, fa sì che ci siano numeri così alti. E dopo l'ultima riapertura il 23 dicembre con il presidente del Consiglio, la Casa dei Vettii, abbiamo registrato un boom con 6.793 ingressi nella domenica gratuita di Capodanno. Aver aperto intere aree di Pompei è stato giusto, i risultati si vedono". Non solo Pompei richiama i turisti: vanno bene anche gli altri musei... "Direi di più: se Pompei cresce del 10 per cento si vede, certo, ma l'aumento dei visitatori significa molto di più a Capodimonte o al Madre che da noi". Come legge l'incremento del turismo culturale a Napoli e in Campania? "Da un lato ci sono politiche intelligenti come quelle di Mauro Felicori a Caserta o Gabriel Zuchtriegel a Paestum. Ma poi c'è Napoli che torna a essere meta turistica da riscoprire. Certo, al di là delle polemiche Saviano-de Magistris, Napoli si giova della situazione di crisi internazionale e dell'instabilità politica che investe il Mediterraneo che rende altre mete irraggiungibili. Ma a chi viene da noi occorre offrire una realtà accogliente, con infrastrutture e servizi adeguati. Dobbiamo sempre più migliorare l'accoglienza, lavorando tutti insieme ". Da questo punto di vista, molto c'è da fare a Pompei. "Certo, bisogna potenziare la Circumvesuviana e riqualificare il tessuto urbano attorno alla città antica. Quest'anno come Soprintendenza lanciamo il biglietto valido due giorni, proprio per favorire la stanzialità e allungare la permanenza media. Ma è ovvio che se un visitatore decide di dormire una notte a Pompei o nei dintorni, deve poi trovare luoghi accoglienti, sicuri, con ospitalità di qualità, trasporti efficienti. Altrimenti rischia di essere tutto inutile". E come pensate di rafforzare l'offerta culturale? "Da un lato proseguendo nella riapertura delle aree chiuse degli scavi, dall'altro proseguendo nella collaborazione con gli altri musei: quest'anno abbiamo in programma una grande celebrazione di Picasso assieme al museo di Capodimonte e al Madre. E, come più volte ricordato dal ministro Franceschini, puntiamo all'illuminazione notturna degli scavi per ampliare l'offerta".
la Repubblica
8 Gennaio 2017
Massimo Osanna: "Scavi di Pompei, ora un biglietto valido due giorni"
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