Museo Madre - Intervista al presidente della Fondazione Donnaregina "I 64MILA visitatori del 2016 confermano un andamento crescente del museo Madre: dal 2013, anno di avvio della direzione di Andrea Viliani, abbiamo quasi triplicato i visitatori, passando dai 23.325 del 2012 ai 64.033 del 2016. Detto questo, penso sia assurda la dittatura dei numeri". Pierpaolo Forte è il presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee dal 2011, insegna Diritto amministrativo all'Università del Sannio di Benevento. A lui la Regione affida il compito di tenere insieme arte e gestione innovativa dei beni culturali. Professore Forte, i visitatori dei musei napoletani crescono in media del 20-30 per cento. Che dato è? "I numeri misurano il contatto che si instaura tra il pubblico e il museo. E il contatto è la vera missione dei luoghi pubblici, favorisce la coesione e consente, in fondo, anche a chi non può permetterselo, di avere stimoli per sviluppare idee, discorsi e relazioni, che hanno bisogno soprattutto di qualità". L'arte allarga la mente. "L'arte, i film, la musica, la scena, tutto ciò che è cultura allarga la mente. Nel XX secolo ci si proponeva soprattutto migliore distribuzione economica, e abbiamo sotto gli occhi le nuove agorà dei centri commerciali; penso che il XXI sarà il secolo della distribuzione del contatto con i prodotti culturali: in questo senso contare i visitatori aiuta a misurare la capacità dei nostri luoghi di cultura di allargarlo". E il Madre lo fa? "Sono contento, ma non del tutto soddisfatto". Rispetto alla rilevanza delle collezioni, il Madre registra solo 64mila visitatori. Cosa pesa negativamente, l'ubicazione? "L'ubicazione non è il solo problema. Non riusciamo ancora a fare al meglio il lavoro con il nuovo pubblico, quello che non viene spontaneamente al museo. Il 2017 può servire a migliorare questo aspetto, e tocca sia a noi come Fondazione che la Scabec, che deve aumentare la qualità della sua presenza". Ma con le dimissioni di Patrizia Boldoni la situazione è ferma, non è il momento migliore per la Scabec... "La Regione, il presidente De Luca, hanno di fronte un tema importante. La nuova Scabec ha nello statuto una dimensione no-profit, bisognerà definirne la missione: centrale di committenza, produttore di servizi di qualità, ente di gestione di asset culturali pubblici. È una decisione che occorre prendere". Su "Repubblica" il direttore di Capodimonte Sylvain Bellenger è tornato a rilevare l'assenza di un sistema di offerta organizzato dei musei. "Bellenger ha raggiunto risultati eccellenti. Un incremento del 22 per cento dei visitatori non era cosa facile, né scontata in un anno. A Capodimonte invito a guardare il bicchiere mezzo pieno. Il sistema di offerta si può organizzare: penso che Capodimonte, Madre, Archeologico e Pompei possono costituire la punta avanzata di una rete straordinaria ". I musei aiutano il turismo? "Si viene a Napoli per Napoli, è la città che tira, sta riemergendo la sua identità, che è data anche dalle strutture culturali. Ricordandone la scomparsa mi piace citare Pino Daniele " Napule a' sape tutto o' munno, ma nun sanno a' verità". Ecco, il brand Napoli è noto in tutto il mondo, non c'è prezzo per un valore del genere, e inoltre è percepito in maniera molto positiva. C'è la fila degli artisti internazionali che vogliono venire a lavorare ed esporre a Napoli". Una capitale culturale? "Lo possiamo essere. Sarà importante concentrarci sulle Universiadi 2019 che penso andrebbero connesse a Matera 2019 capitale europea della cultura. È un'occasione da non perdere". Il Madre sta sviluppando relazioni con altre località della Campania, da Irpinia Madre contemporanea a Paestum. Che programmi ha? "Sono progetti che incrociano ascisse culturali e ordinate territoriali. Il Madre è un museo regionale ma fa fatica a impiantare produzioni fuori Napoli per mancanza di luoghi espositivi di qualità adeguata. In questa difficoltà proviamo a fare rete. La Regione nel luglio scorso ha adottato una delibera sulla "Strategia cultura 2020" con l'individuazione di itinerari degli attrattori culturali. Uno di questi si chiama "Itinerari del contemporaneo". E ci stiamo lavorando". E con i musei napoletani che rapporti avete? "L'Archeologico ospita mostre di arte contemporanea, stiamo dialogando proficuamente con Capodimonte, che ha una collezione straordinaria, e con Pompei che ha avviato un percorso. Si può avviare una strategia collaborativa, un attacco a tre punte, ma con tanti altri in squadra". Prima tappa di questo percorso? "A maggio "Pompei al Madre", un dialogo oltre il tempo, a dimostrazione che tutto è contemporaneo ". Le previsioni indicano che anche nel 2016 la Campania si conferma la seconda regione, dopo il Lazio, per numero di visitatori nei musei statali. "Ed è un bene anche per l'economia, ma arte e cultura non generano solo turismo; posso essere veicoli di una nuova relazione con il sistema industriale, della produzione di beni e servizi: oggi non ci chiediamo più cosa può fare l'impresa per la cultura, quanto piuttosto cosa può fare la cultura per innovare l'impresa e dare risposte ai nuovi bisogni: si tratta di trasformare in economia questa capacità culturale che c'è in Campania. Il caso di Apple dimostra che si può".