Oltre seimila firme in un mese e seicento romani in campo per salvare un pezzo di storia della propria città. A dimostrare l'affetto e l'interesse di residenti e non per il Museo della Civiltà Romana, c'è anche la gara «social», iniziata spontaneamente per volontà di alcuni appassionati d'arte. Un neo-comitato nato su Facebook, che già dal nome chiarisce i propri intenti: appena costituitosi, nel solo mese di dicembre il gruppo «Riapriamo il Museo della Civiltà Romana» ha riunito appunto 600 cittadini ed è in costante crescita. Un fronte unito, promosso dalla studiosa dell'università Roma Tre Elisabetta Rossi, che si batte affinché un bene comune come lo storico spazio culturale non sia lasciato morire. Sulla piattaforma change.org hanno promosso anche una petizione, già arrivata a quota settemila firme. L'appello a difesa del sito archeologico nato sui progetti degli architetti Aschieri, Pascoletti, Peressutti e Bernardini (ex proprietà ex Fiat, oggi Eur Spa ma gestito dalla Sovrintendenza capitolina) conta anche visite guidate e lettere di sollecito alle istituzioni coinvolte. Ognuno ha messo un pezzo della propria storia legata al Museo, postando foto e ricordi dei tour del passato, come anche immagini uniche del degrado che sommerge esterni e interni dell'edificio. Inclusa l'ultima «moda» denunciata, la gara di moto sulle aiuole di piazza Agnelli. Il prossimo 28 gennaio a tre anni esatti dalla chiusura il gruppo ha organizzato una festa, una sorta di evento all'aperto, dall'alba al tramonto, davanti al colonnato dell'Eur, con momenti culturali e sorprese. Un modo per esprimere vicinanza a quello che questi cittadini ritengono un patrimonio di tutti.