Dopo alcuni mesi di stop alle visite, concluso l'intervento di messa in sicurezza dell'area archeologica. Allo studio un tornello all'entrata e telecamere di sorveglianza. E quest'anno si riattiva Palazzo de Nordis CIVIDALE. Il 2017 segnerà il riscatto dell'ipogeo celtico, monumento dalle origini remote quanto incerte (varie infatti le teorie che sono state formulate su genesi e funzioni del sito) e dal fascino conseguente eppure, fino ad oggi, non valorizzato né reclamizzato. Ma ora si volta pagina: i sotterranei affacciati sulla forra del Natisone si preparano ad abbandonare il ruolo di cenerentola fra i gioielli storico-archeologici cittadini e salutano l'inizio d'anno con la riapertura al pubblico - dopo alcuni mesi di stop alle visite - all'insegna di una maggiore sicurezza. L'adeguamento normativo era infatti il primo ostacolo che l'ente locale doveva superare per porsi l'obiettivo di un adeguato lancio del bene. Durante l'estate, così, l'amministrazione aveva disposto la chiusura dell'ipogeo per consentire l'attuazione di una serie di lavori di manutenzione straordinaria sull'impianto elettrico, a fini di sicurezza appunto. «L'operazione - ribadisce il sindaco Stefano Balloch - era propedeutica al piano di rilancio dell'antichissimo e suggestivo ambiente, che siamo determinati a promuovere ad ampio raggio nell'auspicio di un forte riscontro a livello di presenze. Autorizzate dalla Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, le attività hanno segnato dunque l'avvio di un programma di valorizzazione che la giunta civica coltiva ormai da tempo e che si inserisce nel contesto di un accordo siglato direttamente con il Ministero». L'intervento ha richiesto una spesa 36.500 euro. E adesso, quindi, dopo il periodo di blocco agli accessi si riparte, per il momento con le stesse modalità in uso prima dell'interruzione delle visite: gli interessati devono cioè richiedere la chiave - lasciando in deposito un documento - allo sportello Informacittà, in piazza Diacono, o alla biglietteria del monastero di Santa Maria in Valle. «Quando poi, nei prossimi mesi, nell'ex convento verrà inaugurato il nuovo centro visite - precisa il sindaco -, valuteremo la possibilità di un miglioramento della fruizione e della sorveglianza dell'ipogeo». Al vaglio le ipotesi di un tornello all'entrata (per disciplinare gli accessi tramite, probabilmente, una card magnetica) e di un sistema di telecamere per monitorare, da Santa Maria in Valle, sia gli ingressi che le presenze nel monumento. «Il 2017 si annuncia insomma anno importante, per la cultura locale», chiosa Balloch, ricordando che agli sviluppi sopra citati si aggiungerà l'attesissima riapertura in pianta stabile di palazzo de Nordis, destinato a diventare museo d'arte moderna e contemporanea.