Sarà restaurato l'altare maggiore del duomo di Nimis: questa preziosa opera d'arte seicentesca risente infatti ormai dei segni del tempo, in particolare sulle statue che lo ornano che hanno necessità di intervento in diversi punti. La parrocchia ha pertanto già predisposto, assieme al restauratore Renzo Lizzi di Artegna, un progetto per riportare lo storico altare all'originaria bellezza e scongiurare ogni ulteriore danno del tempo. Prove di pulitura effettuate, hanno inoltre evidenziato che un'operazione di questo tipo è assolutamente necessaria per godere appieno della bellezza di quest'opera d'arte. Andranno inoltre ripuliti alcuni schizzi di cemento, probabilmente finiti lì nel tempo. Il vicario foraneo monsignor Rizieri De Tina ha annunciato che sarà fatta domanda di contributo, per l'operazione, alla Fondazione Crup, che già aveva stanziato un finanziamento di 20 mila euro per il recente rifacimento del tetto del duomo. Per questa nuova opera all'interno del duomo, la necessità potrebbe essere al massimo di 15 mila euro. I lavori inizieranno dopo avere ottenuto il parere della Soprintendenza. Nel complesso monumentale dell'altare si può ammirare il pregevole tabernacolo ma anche otto figure a grandezza naturale in marmo di Carrara. L'altare maggiore di Nimis, salvatosi dal sisma del 1976, ha una storia davvero lunga e quasi incredibile, se vista con gli occhi di oggi. È stato realizzato infatti negli anni che vanno dal 1689 al 1695 dallo scultore tedesco Enrico Meyring, e fu dapprima collocato nella chiesa di San Silvestro a Venezia. Nel 1836 la chiesa veneziana fu demolita e l'altare messo in vendita: fu acquistato dal pievano di Nimis, monsignor Sebastiano Adami, per 5.500 lire austriache. Il viaggio dell'altare da Venezia a Nimis ha davvero dell'incredibile: nel giugno 1838 i suoi pezzi furono infatti imbarcati e trasportati via mare fino a porto Nogaro, trasferiti su carri, vennero quindi portati a Nimis. L'altare fu collocato nella chiesa di Santo Stefano in centa (demolita dopo il sisma del 1976) e venne conferito l'incarico di rimontare l'altare a un bravo artista coadiuvato da tre scalpellini. (b.c.)