Il caffé fondato nel 1900 da Alberto Pirona fa parte dei «Locali storici d'Italia». Una trattativa di cessione potrebbe metterne in pericolo l'identità storica Locale storico e antico ritrovo di artisti e intellettuali, la pasticceria Pirona di Trieste è ancora oggi conosciuta per essere stata luogo d'incontro di grandi scrittori, come Italo Svevo e Umberto Saba. Il suo nome è legato in modo particolare a quello di James Joyce che qui si recava ogni mattina per fare colazione e per scrivere. Fondata nel 1900 da Alberto Pirona, è stata acquistata negli anni Ottanta dalla famiglia De Marchi, che l'ha rilevata dall'ultimo erede degli antichi proprietari. Ora, però, la pasticceria di Largo Barriera Vecchia potrebbe essere venduta. Le trattative sarebbero già in corso con un imprenditore veneziano interessato all'acquisto, anche se i proprietari non parlano di vendita ufficiale. Al centro della negoziazione la delicata questione di un rinnovo del locale che potrebbe trasformarlo radicalmente. La pasticceria fa parte infatti dei «Locali storici d'Italia» e, con il suo stile liberty, ha sempre conservato intatte le atmosfere di un tempo. Nata come un caffè per dolci da consumare velocemente, ben presto è diventata crocevia di letterati che l'hanno resa un'istituzione triestina. Ed è proprio alla Pirona, amata da Joyce per i vini e i dolci, che è nato l'incipit e forse il primo capitolo dell'Ulisse.