I pionieri del nuovo quartiere disseminato di gru e cantieri Al confine tra Roma e Frascati, in un'area compresa tra la Tuscolana e l'Anagnina, ecco un quartiere nuovo. Ma non uno di quelli che nasce per aggregazione di palazzoni, o serpentoni, senza un progetto, bensì un municipio, il decimo, che muove i primi passi tra palazzetti di cinque piani, a mattoncini color tufo e con tetti a pannelli solari, ampie strade e piazze. Intorno la campagna, all'orizzonte la montagna bruna dei Castelli romani, alle spalle il megalitico e rutilante magazzino Ikea. Il nuovo quartiere è stato battezzato Romanina Nuova. Nome che prelude al riscatto della confinante Romanina vecchia «una babilonia abusiva dove i Rom stanziali dettano legge», raccontano i pionieri della nuova area urbana tutta gru e cantieri. Loro, i pionieri alla conquista del nordest della Capitale, sono per il momento in pochi, circa il trenta per cento rispetto alle case. Ma ci sono, e hanno l'aria di chi, in quegli appartamenti di edilizia popolare realizzati da cooperative agevolate dalla Regione, non ha fatto un investimento immobiliare, ma di vita. E intanto il quartiere cresce a vista d'occhio, nonostante le strade non siano ancora contemplate dalle mappe della città e manchino le insegne, tranne quella di via Petrocelli, che taglia in due l'area e dove presto sorgeranno due scuole. Gli avamposti della vivibilità già ci sono: l'autobus è il 504, a due chilometri c'è la fermata della metropolitana Anagnina, la farmacia ha aperto due settimane fa, il bar all'inizio di luglio e a poca distanza ci sono due ipermercati, strutture di 20mila metri quadri. La sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Tor Vergata è un sintomo della vocazione culturale del quartiere, incoraggiata dalla libreria, recentemente inaugurata dal sindaco, e suffragata dal recente ritrovamento del lastricato di una strada romana «scavo già sottoposto a vincolo dal comune, ma che rischia di diventare una discarica a cielo aperto, se non si interviene subito», spiega chi nelle vicinanze ha la sua attività e ha un occhio vigile sullo sviluppo della zona. E l'identità storica del quartiere? C'è anche quella, rappresentata da un esempio di archeologia industriale risalente agli anni Cinquanta: la ex Italcable, fatta di archi e vetrate, ma in stato di abbandono. «Due settimane fa ci hanno anche fatto un rave party con il permesso del la circoscrizione» raccontano alcuni giovani che ne vorrebbero il recupero perché «sarebbe un meraviglioso spazio di ritrovo per concerti e attività culturali». Nel quartiere tutto in fieri, e quindi migliorabile, le aree di crisi, per il momento, sono due: il verde, «non risulta che ci sarà un parco», e la progressiva densità delle costruzioni «tropo vicine l'una all'altra», lamentano gli abitanti-pionieri preoccupati che la Romanina nuova cresca bene e in salute.
Più case che abitanti, tra un antico scavo e archeologia industriale
Il nuovo quartiere di Romanina Nuova, situato tra Roma e Frascati, sta crescendo rapidamente. Il quartiere è caratterizzato da palazzetti di cinque piani, strade ampie e piazze. La zona è circondata dalla campagna e dall'orizzonte dei Castelli romani. Il quartiere è stato costruito su un terreno abusivo, ma i pionieri della zona stanno lavorando per migliorare la vivibilità. Ci sono già alcune strutture, come un autobus, una farmacia, un bar e due ipermercati. La sede distaccata della facoltà di giurisprudenza dell'Università di Tor Vergata è un simbolo della vocazione culturale del quartiere.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo