La delibera comunale del 2007, e la successiva determinazione della Regione, che "allargavano" il centro matrice del borgo dell'Argentiera rispetto a quello definito dal Ppr nel 2006, sono annullate. A deciderlo il Tar Sardegna, che in una sentenza pubblicata lo scorso 31 dicembre, dà ragione alla Argentiera Spa, da nove anni in lite con amministrazione comunale e Regione. La società proprietaria di gran parte dei terreni nell'ex borgo minerario affacciato sul mare ha chiesto infatti ai giudici l'annullamento di tutti gli atti relativi all'approvazione del Puc deliberati dal 2006 a oggi, compreso il no del Comune alle osservazioni presentate dalla stessa Argentiera spa. Sulle sue aree l'Argentiera Spa ha diversi progetti di sviluppo turistico, resi carta straccia proprio dalla delibera del Comune, poi recepita nel Puc, che ha inserito la zona nel perimetro dei Centri di antica e prima formazione, blindando di fatto ogni zolla di terra e ogni costruzione già presente. A rendere più complesso il contenzioso anche un'intesa siglata nel 2006, in base alla quale l'Argenteria Spa avrebbe dovuto cedere al Comune la proprietà di alcuni edifici storici, come il pozzo Podestà e l'antica laveria e in cambio Palazzo Ducale avrebbe dovuto riconoscere all'Argentiera Spa la possibilità di sviluppare urbanisticamente la zona. E, in questa intricata vicenda che mischia insieme vincoli paesaggistici e urbanistici, il Tar ha iniziato a dare le prime risposte, annullando la delibera che il Comune, su invito della Regione, aveva prodotto nel 2007 dopo l'approvazione del piano paesaggistico regionale di Soru. Motivo? Nel definire il centro matrice il Comune non ha fatto la prevista analisi storica, filologica e cartografica dell'area. Ne ha coinvolto la proprietaria della maggior parte dei terreni, l'Argentiera Spa, con la quale aveva inoltre stipulato un patto relativo alla progettazione di un piano di sviluppo dell'area. Da capire ora le ricadute, innanzitutto urbanistiche-ambientali, con il centro matrice che torna alla versione "mini" del Ppr ma il borgo che per il Puc rimane tutto in zona A. Problemi che si potranno discutere nell'aula di qualche tribunale, o sedendosi tutti intorno a un tavolo. (g.bua)