UNA nuova vita per il giardino di Villa Reale, a Castello, gioiello nascosto nella periferia di Firenze e capolavoro dell'architettura verde medicea con le sue geometrie, le sue statue e la sua collezione di agrumi unica al mondo. Disegnare un futuro diverso e più generoso per il parco dell'edificio che ospita l'Accademia della Crusca, gestito dal Mibact attraverso il Polo museale della Toscana diretto da Stefano Casciu, è l'obiettivo di un sondaggio realizzato in collaborazione col sito castellochannel.it e rivolto principalmente a cittadini e abitanti del quartiere. Un questionario, compilabile online fino al prossimo giugno, che nasce, spiega il direttore dello spazio, Marco Mozzo, con «due finalità»: «Sensibilizzare i cittadini del quartiere e far conoscere loro la situazione del giardino di Castello, e raccogliere informazioni per capire quale sia la conoscenza e la percezione che ha il territorio di un patrimonio così importante». Quella del giardino di Castello è una storia tutta in salita. Incluso tre anni e mezzo fa nell'elenco dei siti patrimonio Unesco insieme alle vicine Villa Corsini (sede dell'antiquarium mediceo), Villa della Petraia e alle più distanti "sorelle" di Poggio a Caiano e di Cerreto Guidi, il parco, da sempre vittima, nonostante il suo straordinario valore storico- artistico (progettato dal Tribolo per volere di Cosimo I, rappresentò uno dei primi esempi di giardino all'italiana, nonché il modello per il successivo e più celebre giardino di Boboli) della lontananza geografica dalle più blasonate mete turistiche cittadine, si è dovuto scontrare, in tempi recenti, anche con problemi di carenza di personale amplificati dalla transizione, in seguito alla riforma Franceschini, dalla giurisdizione dell'ex soprintendenza speciale al Polo museale fiorentino a quella del neonato Polo regionale. Fra le principali conseguenze, una serie di chiusure "a singhiozzo", rispetto al precedente regime di aperture quotidiane e gratuite, che ne hanno compromesso gravemente visibilità e accessibilità. Una situazione affrontata e parzialmente risolta a partire dalla scorsa estate grazie alla collaborazione con le associazioni Angeli del bello e Amici delle ville e dei giardini medicei i quali, offrendo a titolo volontario il lavoro di sorveglianza e custodia, hanno permesso di raddoppiare le giornate di apertura rispetto al più sfortunato 2015, portando a quota 10 mila i visitatori del 2016. Ma nel futuro di Castello c'è anche altro. «Tra gli obiettivi dice Mozzo c'è l'auspicio per il prossimo anno di restituire ai cittadini del quartiere il "Viottolone"» e cioè il tratto di strada, pedonalizzato, antistante alla villa. «Scopo del questionario è anche conclude il direttore quello di raccogliere idee e proposte su questo spazio, finora concepito soltanto come una semplice zona di transito e niente più. Sarebbe, credo, molto utile riuscire a recuperare questo zona da adibire a progetti e iniziative culturali in collaborazione con le istituzioni del territorio».