Per il restauro del Bigio sono stati spesi («buttati») 150 mila euro. Ed è pronto il ricorso del centrodestra alla Corte dei conti. Le bonifiche: «Fatte a spizzichi e bocconi». La mostra Dada: «Un fallimento». Il Pala Eib e la Pinacoteca: «Progetti nostri». Il Bigio: «150 mila euro buttati nel gabinetto». Il pensiero del centrodestra sulla giunta Del Bono parte da una locandina appoggiata sulla scrivania - «A Brescia tira una brutta aria - Fermiamo subito questo sindaco» - e da un accesso agli atti con cui Paola Vilardi, Forza Italia, ha chiesto la fattura dell'operazione Bigio. «Il restauro ci è costato 150 mila euro». Le carte finiranno alla Corte dei Conti: «Abbiamo speso denaro pubblico, ma la statua è ancora nel magazzino: Del Bono deve decidere cosa farne». Per l'opposizione, in Loggia c'è un partito «che di democratico ha solo il nome»: Mattia Margaroli, capogruppo di Forza Italia, riassume i tre anni di governo con una parola. «Scempio: non parlo solo del tema ambientale, delle bonifiche fatte a spizzichi e bocconi e dei ministri che promettevano soldi che non sono mai arrivati. Mi riferisco ai commercianti in ginocchio e alla politica scellerata dei parcheggi, allo stadio e alla Tintoretto, due argomenti su cui Del Bono non ha ancora preso posizione». Altro attacco: la vendita del 4 delle quote di A2A. «Il sindaco ha detto che i soldi, circa 150 milioni di euro, serviranno a rendere antisismiche le scuole, ma il Governo ha promesso risorse per lo stesso progetto: non si può continuare con la politica del bancomat come è già successo con la Centrale del latte, che ora rischia di essere assorbita da Granarolo». Bocciati anche i comitati di quartiere: «La Loggia ha scelto il contrario della partecipazione: il reclutamento». La controffensiva per le elezioni del 2018 partirà da qui: «Costruiremo il programma con i cittadini nei gazebi, incontreremo associazioni e imprenditori, e diremo alla gente cosa può e non si può fare». Massimo Tacconi, Lega Nord, chiama il sindaco Pinocchio: «Aveva promesso che non avremmo ospitato più 200 profughi ma ne sono arrivati oltre 600, parlato di telecamere nei quartieri e non sono mai arrivate e non ha fatto interventi mirati per il rilancio del commercio». Un esempio: via Milano. «Vuole abbattere il civico 140, e per farlo ha messo a bilancio 800 mila euro che servono all'acquisto dell'immobile: ne vale forse 300 mila». Marco Stellini, di Fratelli d'Italia, dice che «serviranno almeno tre giunte per riparare i danni di Del Bono», e Antonio d'Azzeo, Area Popolare, «che l'inquinamento non si risolve con il blocco del traffico ma con i boschi urbani». Vilardi riassume la questione Caffaro in due parole: «Un problema irrisolto: non possiamo stare alla mercé del commissario Roberto Moreni e al balletto delle sue dimissioni». La scelta di Luigi Di Corato a Brescia Musei «è deleteria: con la sua logica dittatoriale voleva impedirmi di girare alla stampa i dati sulla mostra Dada» e il Musil una «ferita aperta: la Loggia ha regalato 30 mila metri quadri a Basileus».