Rosella Bagarotto, ex restauratrice in Soprintendenza, alla Despar, nota l'assenza delle due sculture poi dice: «Il restauro è bello però c'è una perdita culturale. A me piace fare la spesa al mercato di Rialto, c'è un rapporto diretto con il fruttivendolo e il macellaio». A Marco Pizzato, una laurea, un master in economia a Ca' Foscari, proprio non va giù che quel cinema, per un periodo anche sede universitaria, sia diventato un supermercato. L'analista finanziario abitava a Mestre, di recente ha acquistato casa a Cannaregio. «Non è consono», spiega, «il restauro snatura il palazzo; mi aspettavo qualcosa di culturale». A due passi il fruttivendolo Graziano Chiarato lamenta: «Potevano fare altro, un centro culturale. Tra un paio di mesi si potrà dire se abbiamo perso la clientela ma sarò in pensione». Venezia, nell'ex cinema diventato Despar Veneziani e turisti divisi sul nuovo supermercato aperto al posto dello storico teatro Italia. Pane, verdure e bistecche tra gli affreschi. L'amministratore: «Ci prenderemo cura di questo posto» Grida allo scandalo l'artista piemontese Paola Caramel, che abita a Venezia. «E' uno scempio, una vergogna. C'era bisogno di consumismo? C'era bisogno di cultura. Leggete il nome; hanno avuto il coraggio di chiamarlo Teatro Italia Despar». Invece la signora Gabriella Rubis è soddisfatta: «Era ora; amo il biologico, adesso qui vicino ho due supermercati, cercherò i prodotti alla Despar e alla Coop. Poteva finire in decadimento, i bed and breakfast che crescono come funghi sono peggio». «Mi piace», sottolinea Giuliano Vio, «posso capire le critiche ma è valido». Il supermercato è aperto sette giorni su sette dalle 8 alle 21 con un servizio di prenotazione per gastronomia, pane e pasticceria. Nei prossimi mesi dovrebbe essere attivato il servizio di consegna a domicilio. Il palazzo, gioiello del neogotico e del liberty d'inizio Novecento, in disuso da decenni, ha un'area di vendita di 580 metri quadrati e un piano superiore con una loggia: è in previsione una mostra sul recupero del complesso. L'Aspiag Service (la concessionaria Despar a Nordest) ha investito due milioni e mezzo di euro nel restauro e nell'allestimento, una somma analoga è stata investita dalla proprietà, la famiglia Coin.