SOLIERA Il dono più bello, i solieresi, lo hanno ricevuto dal proprio sindaco, Roberto Solomita che ha restituito alla città il Castello Campori. L'edificio ora trova la propria collocazione dedicando i suoi spazi agli istituti culturali tradizionali: biblioteca, sale espositive, sede di associazioni che si occupano della storia di Soliera. Pesantemente danneggiato dal terremoto, è stato necessario un accurato lavoro di restauro e di consolidamento antisismico da 900mila euro, finanziati dalla Regione, da rimborsi assicurativi e da donazioni. «Non è un'inaugurazione ufficiale - ha affermato Solomita -, volutamente non ci sono nastri: è un'occasione per scambiarci gli auguri e per riammirare questi spazi che restituiamo ai solieresi. La biblioteca è sempre rimasta aperta, mentre il piano superiore aveva subìto danni tali da richiedere una fase di progettazione importante, passata al vaglio della Soprintendenza. Da oggi il nostro castello potrà essere utilizzato integralmente, come lo conoscevamo prima del terremoto. Abbiamo tuttavia operato una scelta differente rispetto alle funzioni e agli usi precedenti: oggi lo vedremo vuoto ma, nel corso dei primi mesi del 2017, intendiamo dargli una nuova veste, spostando la biblioteca al piano superiore dove vi sono spazi più accessibili. In questo modo, consolideremo l'utilizzo librario del castello. Al piano terra, invece, saranno allestiti spazi per un utilizzo pubblico: raccolte fotografiche, librarie, pubblicazioni. L'Acetaia Comunale sarà al posto del Fondo Zucconi nell'ammezzato e il resto verrà dedicato a spazi espositivi». A fianco del sindaco, anche il parroco don Antonio Manfredini, soddisfatto: «Esprimo il mio compiacimento per quest'opera: oggi ringraziamo il Signore poiché due edifici speciali, la chiesa e il Comune, hanno resistito al sisma». Anche l'orologio è tornato a funzionare ed è stato sistemato dal punto di vista estetico: «Spero esso sia il simbolo di un meccanismo che si rimette in moto - ha concluso Solomita - e ci consegni un paese pronto a funzionare come si deve».