Forse è superfluo ricordare che la biblioteca nazionale di un Paese rappresenta il maggior deposito della sua memoria scritta ed è dunque il principale luogo verso cui si dirigono d'estate tanti studiosi, anzitutto stranieri, liberi in questo periodo dai normali impegni didattici. Ma alla Biblioteca Nazionale di Roma tale afflusso è, a dir poco, disincentivato: già il 15 luglio, infatti, entra in vigore l'orario estivo e dunque l'apertura limitata al mattino che, unita ai tempi biblici necessari per ottenere in lettura un libro, non può che scoraggiare la frequentazione. Nelle due settimane centrali di agosto, poi, la Biblioteca chiude addirittura i battenti. Ufficialmente per «interventi di revisione e riordinamento» del materiale librario; ma l'idea che questa operazione si debba fare proprio in agosto sembra assai più in rapporto con le esigenze del personale che con quelle degli utenti. Alla direzione della Biblioteca Nazionale non verrebbe mai in mente, temo, di prendere ad esempio gli orari della Library of Congress di Washington, della British Library o della Deutsche Bibliothek, che l'orario estivo (non parliamo di una chiusura estiva) neppure sanno che cosa sia. E certo apparirebbe azzardata perfino la scelta della Bibliothèque Nationale di Parigi, dove si chiude per due settimane, ma a settembre. Chissà, forse i responsabili dei nostri servizi bibliotecari pensano che in Italia, nel mese di agosto, faccia troppo caldo per potersi applicare a qualsiasi attività che non sia la vacanza. Se così fosse, si tratterebbe però di un'idea poco fondata, visto che la Biblioteca Nacional de Espana riesce a stare aperta tutta l'estate, nonostante a Madrid faccia un discreto calduccio.