Una piazza per unire il mercato nuovo, San Giacomo, con quello antico, Mercatovecchio, e riportare il castello al centro della città. Ecco l'idea attorno alla quale si è sviluppato il progetto di pedonalizzazione di Mercatovecchio, «che da via - spiega il vicesindaco e assessore alla Pianificazione territoriale, Carlo Giacomello - diventerà piazza, uno spazio nuovo che farà da rammendo urbano, ripristinando lo splendore del passato ma con funzioni diverse: potrà essere piazza del mercato o galleria d'arte a cielo aperto, luogo di aggregazione o sede di eventi e manifestazioni». Perché il progetto da 1,4 milioni di euro redatto dai dirigenti del Comune, assicura ancora Giacomello, «è stato studiato all'insegna della semplicità e della flessibilità». Via il porfido, ci sarà la pietra piasentina anche sul tratto "stradale" che sarà portato alla stessa altezza dei marciapiedi dove saranno sostituite solo le pietre danneggiate mentre le altre saranno rimesse a nuovo e riposizionate. «Non esistono piazze in porfido - sottolinea il vicesindaco - e la scelta della piasentina, voluta anche dalla Soprintendenza, è la soluzione più friulana in continuità anche con il plateatico di piazza San Giacomo, i marciapiedi della stessa Mercatovecchio e pure l'area antistante l'ingresso del Comune in piazzetta Lionello. Grazie a una bocciardatura ad hoc non ci sarà pericolo di scivolamenti e lo spessore di 10 centimetri scongiurerà il rischio di rotture fermo restando il fatto che la piazza non sarà più attraversata dagli autobus da 12 e da 9 metri. Al massimo sarà possibile il transito di una navetta, ne parleremo con il gestore del servizio ma in ogni caso l'accesso sarà garantito con delle fermate in piazza San Cristoforo e piazza Libertà». Il vicesindaco risponde poi anche a chi ha criticato il ritardo con il quale l'amministrazione ha deciso di procedere. «Avremmo preferito avviare il progetto a inizio del secondo mandato Honsell - ammette - ma abbiamo ritenuto opportuno aprire prima il nuovo parcheggio di piazza Primo maggio per consentire a tutti di raggiungere quello che diventerà il nuovo salotto della città insieme a San Giacomo. Anche il cambio ai vertici della Soprintendenza ha contribuito a rallentare l'iter così come la necessità di reperire i fondi. Adesso siamo pronti e intendiamo finalmente procedere dopo 30 anni di discussioni. Alcuni commercianti ci chiedono di lasciare tutto com'è adesso ma per quanto mi riguarda sarebbe come tornare indietro e rifiutarsi di guardare avanti: tutte le città europee e italiane valorizzano i centri storici con aree pedonali senza barriere architettoniche e noi vogliamo procedere nella stessa direzione rendendo più fruibile il cuore della città». Giacomello difende a spada tratta anche la proposta di arredo urbano eleborata sempre dagli uffici di Palazzo D'Aronco, ma non chiude la porta a ulteriori suggerimenti o idee: «Il fatto di posizionare al centro della carreggiate i tavolini o i dehor nasce dalla volontà di valorizzare le quinte naturali della piazza che sono gli edifici come la loggia del Lionello e piazza Marconi - dice -. Abbiamo studiato un'illuminazione con nuove tecnologie che faranno emergere anche alcuni dettagli degli edifici storici come il Monte di Pietà o palazzo Zagolin e il palazzo di Valle. Un'idea condivisa dalla Soprintendenza che potrà fare da modello per il resto della città». La proposta del Comune non si limita all'illuminazione. «L'idea delle sculture non è banale o improvvisata. Portare in Mercatovecchio "Sole produttore" di Giò Pomodoro un'opera di Carlo Ciussi, "Totem" di Mirko Basaldella e "Alpha Centauri" di Dino Basaldella come suggerito dall'architetto Adalberto Burelli trasformerebbe quello spazio in una galleria: Pomodoro non ha bisogno di presentazioni e Ciussi e i Basaldella sono i più grandi scultori friulani. Poi l'idea di fare un concorso per realizzare un nuovo monumento appositamente per Mercatovecchio è sicuramente interessante e sarà presa in considerazione. Inoltre - aggiunge - ci sarà il concorso di idee. C'è tutto il tempo per ascoltare nuove proposte, ma quando sarà completato il cantiere vogliamo anche realizzare l'arredo per il quale abbiamo già stanziato 200 mila euro». La pedonalizzazione di via Mercatovecchio andrà di pari passo con la trasformazione di piazza Primo maggio dove il colle del Castello sarà collegato a Giardin grande. «E oltre all'ascensore che dalla biblioteca Joppi porterà sul colle - precisa - speriamo di restaurare anche la salita che consente di raggiungere il Castello a piedi partendo da Riva Bartolini. È una passeggiata nel verde che vogliamo recuperare così come gli orti che "guardano" la loggia del Lionello e lo spazio verde accanto alle latrine di via Sottomonte».