DA LUOGO di difesa a bene da difendere aldilà del colore politico. Forte Bravetta, costruito alla fine dell'Ottocento per cingere la capitale con una linea fortificata, oggi è a rischio vendita da quando è stato inserito nell'elenco degli immobili da dismettere di proprietà del ministero della Difesa. Contro questa ipotesi si sono schierati la senatrice Loredana De Petris (Verdi) e il senatore della Lega Nord Luigi Peruzzotti, favorevole, quest'ultimo, alla realizzazione di un museo nei locali del Forte. Il Decreto con l'elenco dei beni è stato pubblicato il 20 giugno, esattamente tre giorni dopo quello sull'Irap - spiega De Petris Perché? Perché l'articolo 3 di quest'ultimo decreto sottrae gli immobili alla procedura di verifica di interesse storico daparte della Soprintendenza. Un suo "no" e il bene non è più in vendita». «Ma insieme con il decreto sono passati due miei emendamenti in cui si richiede di nuovo di ripristinare la verifica e di avere l'ok dal ministero dei Beni culturali -continua -. Basta che il decreto, alla Camera, diventi legge, e il Forte non sarà più nell'elenco. Il suo valore storico, in quanto luogo simbolo delle Resistenza romana, è infatti indubbio. Chiederò domani un incontro con il ministro Buttiglione». Nel piazzale d'accesso da 60 anni campeggia la lapide che ricorda i nomi dei 77 caduti durante l'occupazione tedesca della città DA LUO GO di morte a luogo di Libertà. Durante l'occupazione nazi-fascista l'ex Forte Bravetta di Roma è stato uno degli scenari più rappresentativi della lotta di liberazione, l'icona della Resistenza nella capitale. E la memoria storica è un bene collettivo che non si può mettere in vendita solo per questioni di bilancio. Per questo motivo il sindaco Walter Veltroni ha inviato ieri una lettera al ministro della Difesa, Antonio Martino, e a quello dell'Economia, Domenico Siniscalco, per chiedere di «verifica-re la possibilità di sostituire, nell'elenco degli immobili di proprietà del ministero della Difesa da dismettere, il Forte Bravetta con un altro immobile che non abbia lo stesso significato storico». Secondo il decreto del ministero della Difesa del 28 febbraio 2005, infatti, l'exForte Bravetta è stato individuato tra gli immobili non più utili a fini istituzionali e che quindi possono essere dismessi. Con la lettera il sindaco Veltroni ha così colto l'occasione per sollevare un problema già segnalato in questi giorni dall'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, e dal presidente del Municipio XVI. Non si tratta, infatti, solo di un polveroso e inaccessibile deposito di carte del ministero della Difesa, ma l'ex Forte Bravetta è «uno dei luoghi simbolo della Resistenza romana», dove all'entrata, nel piazzale d'accesso, campeggia da oltre sessanta anni la lapide che ricorda i nomi dei 77 caduti durante l'occupazione dell'esercito tedesco. Costruito alla fine dell'Ottocento insieme agli altri forti per cingere la capitale con una linea fortificata, nel 1919 il Forte Bravetta venne adibito a deposito di munizioni e di pezzi d'artiglieria, e i vasti spazi interni furono utilizzati come poligono di tiro. Forse fu proprio l'abitudine di addestrare le reclute all'uso dei fucili nell'area poligonale che suggerì la decisione di utilizzare gli stessi spazi per le esecuzioni. Per 13 anni, infatti, dal 1932, il Fo rie fu il luogo deputato per le esecuzioni capitali a Roma. Vi morirò no, tra gli altri, il valoroso sacerdote Don Giuseppe Morosini, e due giornalisti, Enzio Malatesta e Carlo Merli. «Ogni anno il 2 febbraio ricorre l'anniversario di una delle pagine più buie della storia di Roma: la fucilazione a Forte Bravetta degli 11 partigiani di Bandiera Rossa qui trucidati dai nazisti il 2 febbraio 1944», ha spiegato il presidente del Municipio XVI, Fabio Bellini, commentando positivamente la missiva del sindaco Veltroni. «Inoltre il 4 giugno ha aggiunto Bellini qui si celebra la liberazione di Roma. Speriamo di poter continuare a farlo».
Forte Bravetta in campo anche Verdi e Lega "Non si venda"
Il Forte Bravetta, costruito alla fine dell'Ottocento per difendere la capitale, è stato inserito nell'elenco degli immobili da dismettere di proprietà del ministero della Difesa. La senatrice Loredana De Petris e il senatore Luigi Peruzzotti si sono schierati contro la vendita, favorendo la realizzazione di un museo nei locali del Forte. Il Decreto con l'elenco dei beni ha sottratto gli immobili alla procedura di verifica di interesse storico, ma De Petris ha proposto emendamenti per ripristinare la verifica. Il Forte Bravetta è uno dei luoghi simboli della Resistenza romana, dove sono stati trucidati 77 caduti durante l'occupazione tedesca.
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