GROSSETO Ben quattro comuni maremmani entrano nel nuovo distretto turistico a carattere interregionale chiamato "Etruria meridionale" e istituito dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo. Si tratta del comune capoluogo, Grosseto, e di Castiglione della Pescaia, Manciano e Scansano. «Abbiamo aderito grazie al patrimonio culturale che è presente sul territorio di Castiglione spiega l'assessora castiglionese Susanna Lorenzini . Stiamo lavorando, assieme a tutte le associazioni di categoria, puntando molto sulla valorizzazione di quello che abbiamo in dotazione e andando alla ricerca di tutte le tipicità che possono far muovere il maggior numero di categorie di vacanzieri, compresi anche quelli a cui piace abbinare un periodo di relax alla conoscenza più ampia della storia del posto in cui sta soggiornando». Oltre ai quattro comuni maremmani fanno parte del distretto anche Viterbo, Orvieto, Cerveteri, Tarquinia, Tuscania, Bolsena, Montalto di Castro, Canino, Chiusi, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Montepulciano e Murlo. «I distretti turistici, come Etruria meridionale precisa il sindaco Giancarlo Farnetani nascono con diversi obbiettivi. Per prima cosa si va alla ricerca di ampliare l'offerta turistica a livello nazionale e internazionale, di migliorare l'efficienza nell'organizzazione e nella produzione dei servizi e di semplificare i rapporti con le pubbliche amministrazioni». Il progetto ha intenzione di integrare i comuni di regioni diverse, ma storicamente e culturalmente accomunati all'Etruria meridionale, con le sue specifiche caratteristiche e peculiarità che rendono unico ed indiscutibilmente ben definito i suoi confini geografici e da qui ha preso il via un sistema turistico locale orientato verso la promozione dell'offerta turistico, culturale, commerciale del territorio. «La bontà di questo progetto conclude la Lorenzini ha già riscosso ottimi risultati. Il distretto è seguito dalla Soprintendenza archeologia del Lazio e dell'Etruria meridionale e prende vita dalla parte più a sud della Toscana, attraversa un tratto del Lazio e dell'Umbria. Gli addetti ai lavori, lo definiscono un grande teatro sperimentale. Il visitatore è spettatore, attore e regista di uno splendido spettacolo di cultura, natura e appagamento dei sensi».