ROMA. Considerati dai non addetti ai lavori dei depositi, spesso inutili, di documenti polverosi ed ingialliti gli archivi storici non hanno, da sempre, la considerazione che pure meriterebbero. Molti operatori culturali non potrebbero, infatti, lavorare senza il prezioso ausilio di questi archivi. Ed è proprio per salvaguardare questa realtà, disconosciuta ma importantissima, è intervenuto il sen. Franco Servello di An che ha lanciato l'allarme per la sopravvivenza degli istituti che conservano i documenti della storia italiana in un'interrogazione presentata al Ministro per i beni culturali. «Non facciamo tagli alla memoria storica. Salviamo gli archivi dì Stato. Negli ultimi anni - rileva il parlamentare di An - la Direzione per gli Archivi del Ministero per i Beni e le attività culturali ha tagliato i fondi per le spese degli istituti archivistici del quaranta per cento. La situazione rischia di diventare insostenibile: raffrontando la riduzione avvenuta negli ultimi due anni con gli stanziamenti previsti per il quinquennio 1998-2003, emerge una riduzione superiore al sessanta per cento. Di questo passo gli archivi di Stato avranno fondi appena sufficienti per pagare la bolletta della luce. Che fine farà l'immenso patrimonio di documenti che conserva l'identità storica del nostro popolo?». Il parlamentare chiede al governo di adottare adeguati provvedimenti «al fine di garantire la piena operatività e lo sviluppo» degli istituti archivìstici.