Progetto di Politecnico e sponsor, la proposta del Municipio alla giunta. «Restauro a costo zero» Il Broletto è fragile e va restaurato. Il Municipio 1 consegna al Comune un progetto di recupero a costo zero. Ci sono promotori (il Politecnico) e sponsor. Intanto, anche l'Anpi rispolvera la proposta di chiusura del porticato con vetrate, firmata dall'architetto Cini Boeri, che nel 2013 fu bloccata dalla Soprintendenza alle Belle Arti ma ora è stata nuovamente portata all'attenzione del sindaco Beppe Sala. Un piano di rilancio per il Broletto. Anzi, un doppio piano. Il Municipio Centro storico torna alla carica con un progetto di restauro a costo zero per le casse del Comune. Ci sono promotori (il Politecnico) e sponsor. Intanto, anche l'Anpi rispolvera la proposta di chiusura del porticato con vetrate, firmata dall'architetto Cini Boeri, che nel 2013 fu bloccata dalla Soprintendenza alle Belle Arti ma ora è stata nuovamente portata all'attenzione del sindaco Beppe Sala e della vicesindaco Anna Scavuzzo. Da ottobre i tecnici sono al capezzale del palazzo, che fu oggetto di un importante intervento di conservazione negli anni Ottanta. Prima di Natale, nuovi crolli dai cornicioni hanno portato all'ampliamento dell'area transennata. A oltre trent'anni di distanza è sempre più evidente la necessità di un nuovo intervento. Ma di recente, a riportare sotto i riflettori la questione, è stato anche il sospetto di un cedimento strutturale di una quota della copertura. L'assessore ai Lavori pubblici, Gabriele Rabaiotti, conferma: «Il tema è delicato. Abbiamo affidato ad Mm le indagini diagnostiche del palazzo. Spero che a breve sapremo cosa ha generato il processo di cedimento della copertura: se si tratta del collasso della struttura portante o di una sciocchezza». Ci sono, però, anche i cornicioni, il tetto, le finestre, le facciate che gridano vendetta coperte da teloni di plastica, ormai da tempo. E il palazzo, tesoro fragile, uno dei pochi edifici di architettura civile medievali a Milano, isolato da transenne. In attesa che il monitoraggio si concluda, il Municipio 1 ha deciso di spingere sull'acceleratore e riportare in discussione il progetto di alcuni esperti, coordinati del professor Paolo Farina, che è docente di restauro architettonico al Politecnico: «Ci ha proposto il recupero e il restauro dei tetti, dei cornicioni, dei finestroni ovali settecenteschi e delle facciate spiega Elena Grandi, assessore al Demanio del parlamentino . Un tentativo di seguire questa strada era stato fatto ben prima di Expo. Ma non aveva avuto seguito». La strada indicata dal Municipio, tre anni fa, era la sponsorizzazione. Per tutta risposta, il restauro era stato ancora una volta inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche con un budget di 3 milioni di euro. E lì era rimasto. Senza mai arrivare ad un progetto esecutivo. Il 9 gennaio il parlamentino, che ha già chiesto un incontro urgente a sindaco e assessori, tornerà a discutere il caso di Palazzo della Ragione. L'assessore Rabaiotti è aperto all'ipotesi sponsor e chiarisce: «La relazione di Mm ci darà delle indicazioni sul tipo di intervento necessario, sui tempi e sui costi. Potrebbe anche costituire la base per una gara di sponsorizzazione. Non perdiamo l'opportunità ma misuriamo e verifichiamo». Nel corso dell'ultimo restauro il Broletto rimase nascosto dalle impalcature per tre anni, fino al 1984. I restauri riportarono all'antica bellezza anche la lapide dedicata al podestà Òldrado da Tresseno (l'«abbruciatore» di Catari eretici, ricorda una scritta in versi latini incisa nel marmo) che nel 1228 l'aveva fatto alzare di un piano. È il più vasto dei palazzi pubblici medioevali della Lombardia. Rimase inalterato fino al 1773 quando l'imperatrice Maria Teresa d'Austria diede ordine all'architetto Francesco Croce di soprelevarlo ancora di un piano.