Oltre 43 milioni di euro, e almeno 4 anni di lavoro, per la ricostruzione dell'ultimo, e più vasto, aggregato di piazza Duomo. Si tratta del "961 Sant'Emidio", che di recente ha superato il vaglio del tavolo tecnico della Soprintendenza. L'intervento è inserito nel diciannovesimo elenco definitivo pubblicato dal Comune dell'Aquila, che complessivamente prevede un tetto di spesa di circa 53 milioni di euro per 38 progetti. Nell'elenco, oltre all'aggregato più "pesante" da 43 milioni, figurano diversi interventi riferiti al centro storico del capoluogo, ma anche pratiche che riguardano le frazioni prioritarie, come Paganica, Santa Rufina di Roio, Arischia, Sant'Elia. Il 961 Sant'Emidio è un consorzio presieduto da Augusto Ippoliti, ex dipendente della Curia, che si estende su una superficie di oltre un ettaro. Per esaminarlo, ha detto l'assessore comunale alla Ricostruzione privata, Pietro Di Stefano, c'è voluto parecchio tempo, stante anche la complessità architettonica della zona. Il quadrilatero interessato è quello che si snoda tra via San Marciano, via Roio, via del Seminario, e via dell'Arcivescovado. Comprende il Palazzo Arcivescovile, l'Episcopio, la sacrestia, la casa canonica, l'area museo, l'ex seminario, Palazzo de' Nardis e Palazzo Arduini, ma non la cattedrale di San Massimo. Per la ricostruzione del luogo sacro, in stato di totale abbandono dal terremoto del 2009, lo scorso ottobre è partita una petizione sulla piattaforma Avaaz, sottoscritta da associazioni e numerosi cittadini. Nel corso dei lavori per il ripristino dell'aggregato, come è stato stabilito nel corso dell'istruttoria svolta dalla Soprintendenza, dovranno essere previste particolari soluzioni tecniche per prevenire nuovi danni alla Cattedrale. «Avevamo detto che entro dicembre sarebbe uscito un ulteriore elenco di contributi per la ricostruzione», ha detto l'assessore Di Stefano, «e così è stato, dopo quello pubblicato a novembre. Con questo elenco nel corso del 2016 sono stati finanziati lavori per 500 milioni di euro nella ricostruzione privata. Possiamo dire, a questo punto, che la città sta molto avanti, e anche le frazioni cominciano a marciare. Addirittura, abbiamo bruciato anche qualche tappa, rispetto al cronoprogramma. Se ci fosse un po' più di collaborazione potremmo procedere a ritmo ancora più spedito». Del diciannovesimo elenco fanno parte anche altre 15 pratiche, che già potrebbero essere finanziate per altri 25 milioni di euro. I finanziamenti, tuttavia, non possono essere erogati perché, come sottolinea Di Stefano, il Comune è ancora in attesa di ricevere le integrazioni progettuali richieste. E se non arrivano le integrazioni i lavori non possono partire. Di questo elenco fanno parte, in maggioranza, aggregati situati nel centro storico dell'Aquila. Tra questi, quello denominato "19785", per il quale sono stati stanziati undici milioni di euro. (a.bag.)