COMUNALE, dopo il consiglio d'amministrazione che ha sancito la spaccatura e l'impossibilità di nominare un nuovo sovrintendente, il sindaco Leonardo Domenici contatta il ministro della cultura Rocco Buttiglione. E già nei prossimi giorni, entro la settimana che sta per cominciare, lo vedrà a Roma. Un incontro preceduto dalla lettera che lo stesso sindaco invierà domani al ministro e al direttore generale del settore spettacolo Salvo Nastasi per informare dello stato di paralisi che si è venuto a creare. «Il Consiglio non è in grado di nominare il sovrintendente», è quello che scriverà Domenici. Come dire, la spaccatura culminata nell'abbandono della seduta da parte del vicepresidente Stefano Bertini e l'altro consigliere di nomina ministeriale Fabio Uccelli, rende impossibile la prosecuzione del lavoro. Manda a fondo il Maggio. Il ministro nominerà un commissario? «Il blocco decisionale non si risolve invocando commissariamenti, il sindaco deve mediare», dice Francesco Bosi, il sottosegretario fiorentino dell'Udc, lo stesso partito di Buttiglione. «Già nel 2000 all'Accademia di Santa Cecilia successe la stessa cosa e, dopo un lungo periodo di stallo sul sovrintendente, l'allora ministro della cultura Giovanna Melandri nominò come commissari Luciano Berio e Roberto Pertile», ricorda però Maurizio Frittelli, presidente di Tempo Reale. Come dire, c'è già un precedente. E d'altra parte non sembrano oggi esserci molte altre soluzioni. La proposta del sindaco di nominare Francesco Giambrone, ex sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, non è stata accettata da Bertini, Uccelli e Girolamo Guicciardini Strozzi, i tre consiglieri (sono sette in tutto) vicini al centrodestra. Neppure l'«extrema ratio» di nominare ad interim il direttore artistico Gianni Tangucci, proposta dal sindaco per telefono a Bertini alle 22 di venerdì, ha sortito effetto. Mentre proprio ieri l'ex della Scala Mauro Meli che faceva parte della rosa fiorentina, è stato nominato a Parma. Anche Bertini è convinto che «non ci siano gli estremi per un commissariamento». E replica al sindaco: «II sindaco lamenta che non si è votato su Giambrone? E' lui che non ha voluto, io l'ho chiesto più volte». Ma aggiunge subito dopo: «Giambrone è il candidato che ha dimostrato la minore conoscenza della realtà». Quanto basta per capire che in un eventuale voto il nome di Giambrone sarebbe finito in minoranza. Bertini aspira a diventare sovrintendente? «Non si è mai parlato di questo, ma qualunque amministratore del Teatro, in questa situazione, fosseperun giorno o per un anno, hail dovere di accettare», risponde offrendo la sua disponibilità. «Domenici chiede la collaborazione del centrodestra ma vuole fare dasolo, Giambrone era gradito solo a lui», dice Paolo Amato di Forza Italia. «Collaborazione significa condivisione», protestano anche Riccardo Migliori e Gaia Checcucci di An. Mentre Ds e Margherita, Comunisti, Verdi e Sdi puntano invece il dito sul «comportamento non collaborativo» tra i consiglieri vicini al centrodestra e giudicano «grave» l'abbandono di Bertini e Uccelli. «E' paradossale che non si sia trovata una soluzione unitaria, introducendo questioni che niente hanno a che vedere con il Teatro», dice anche la Cgil con Alessio Gramolati e Paolo Aglietti.