ANCHE Ryanair, dopo EasyJet, investe su Napoli. Una buona notizia. La compagnia aerea irlandese nel suo piano di sviluppo industriale punta sulle potenzialità della città e dei suoi dintorni; avrà certamente valutato con attenzione i margini di crescita del settore. Ryanair è la compagnia che ha democratizzato il viaggio e se non è la lussuosa Emirates, è però quella che fa muovere in Europa i giovani, gli universitari e le famiglie, individuando con anticipo quelle che sono le nuove tendenze e le nuove zone desiderabili. La Ryanair segue le orme dell'altra grande compagnia low cost, la EasyJet, che addirittura ha fatto di Napoli un Hub e che d'intesa con il nostro Museo archeologico nazionale e con il Parco archeologico di Paestum ha presentato una convenzione per ingressi agevolati nei siti ai viaggiatori. Un'attività di promozione svolta in piena sintonia con il lavoro dell'assessore al Turismo del comune di Napoli, Nino Daniele, che sta cercando, ormai da qualche anno, di mettere a sistema le potenzialità e risorse cittadine. L'evento di Dolce Gabbana è ancora fresco nella memoria, mentre la Apple ha inaugurato la sua "università" a Napoli est. Queste notizie, grandi o piccole che siano, sono sottovalutate. Invece, bisogna coglierle e attrezzarsi perché, comunque, ci raccontano qualcosa. Napoli è oggi Città metropolitana e, per recepire al meglio le sollecitazioni e le opportunità, come ha già fatto Milano, deve dotarsi di un Piano strategico metropolitano: un documento condiviso che indirizzi le politiche economiche, infrastrutturali e sociali dell'intera area metropolitana, che realisticamente non sia un libro dei sogni. Intendiamoci, non sarà un documento a risolvere i problemi di una realtà complessa, ma indicherà una direttrice condivisa sulla quale si confronteranno decine di Comuni che devono saper convivere. Un impatto di qualsiasi genere, economico, turistico, sociale, con epicentro Napoli si diffonde a tutta l'area metropolitana, da sempre. Ma se prima spettava ai vari Comuni della provincia la gestione degli effetti, adesso, con la Città metropolitana, la regia è unica. Nel nuovo Consiglio metropolitano, infatti, gli stakeholder non sono più osservatori passivi ma forze attive da includere. Risulta, pertanto, più che centrale accelerare la redazione del piano strategico. Non possiamo più pensare, per fare un esempio, che la linea di costa su cui si ragiona a Napoli sia quella che comincia a Bagnoli e si conclude al Molosiglio, bisogna includere Pozzuoli, Portici, Castellammare, Sorrento. Né possiamo immaginare che Napoli orientale, che pare avviarsi verso una vocazione industriale 4.0 (quella in cui si fondono produzione e nuovissime tecnologie) non sia in sintonia con Volla, con Pomigliano e con gli altri comuni prospicienti. Continuando, spetterà alla Città metropolitana, al suo Piano strategico, indirizzare la zona flegrea, ancora di più verso una nuova agricoltura d'eccellenza, coniugata magari con il patrimonio archeologico. Le vocazioni, quando non mistiche, sono frutto di valutazioni ed azioni e un territorio non è esente dal principio che senza un programma non può esserci una caratterizzazione e quindi uno sviluppo. I singoli Comuni non hanno questa forza, anche alla luce di una gestione dei fondi europei dell'area metropolitana, che dovrà vedere necessariamente un lavoro di concerto e un'intesa tra il sindaco Luigi de Magistris e il governatore Enzo De Luca. Il Piano strategico metropolitano dovrà censire le esigenze e analizzare finalmente in maniera unitaria le Zone omogenee, le politiche sociali comuni, le attività ambientali, la sintonizzazione dei trasporti e le politiche finanziarie, sia per attrarre capitali esteri che per gestire i fondi europei. In questo senso, le Zone economiche speciali e le Zone franche urbane sono strumenti di una ripresa dell'economia metropolitana. Potremo quindi contare su una governace multilivello che in relazione con gli strumenti programmatici e di bilancio potrà incidere, più di ogni altra istituzione repubblicana, in maniera diretta e immediata sulla vita del cittadino. Napoli, ma anche e sopratutto i Comuni più piccoli si rivolgeranno allo Stato centrale - e ci auguriamo ai mercati internazionali - non più come portatori degli interessi di diecimila abitanti ma come parte di un sistema ramificato di sviluppo molto più ampio. Forse vedremo scendere dagli aerei che atterrano a Capodichino non solo più turisti, che con più scelta e servizi permarranno ancora più a lungo nelle nostre aree, ma anche investitori, nazionali ed esteri, che in maniera più semplice troveranno maggiori opportunità per accogliere le loro esigenze.
NAPOLI - IL PIANO STRATEGICO METROPOLITANO PER ATTRARRE TURISMO E INVESTIMENTI
La città di Napoli sta ricevendo un'investimento di Ryanair, una compagnia aerea low-cost, che seguirà le orme dell'altra compagnia EasyJet. La Ryanair ha espresso interesse per sviluppare le potenzialità della città e dei suoi dintorni, e ha presentato una convenzione per ingressi agevolati nei siti archeologici con il Museo archeologico nazionale e il Parco archeologico di Paestum. Ciò è visto come un'ottima notizia per la città, che sta cercando di promuovere il suo turismo e sviluppo economico. La città di Napoli sta lavorando per creare un Piano strategico metropolitano, che indirizzi le politiche economiche, infrastrutturali e sociali dell'intera area metropolitana.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo