IL 2016 si chiude senza che sulla vicenda dei lavoratori in esubero del Teatro Comunale di Bologna sia stato raggiunto un accordo. Anche l'ultimo incontro tra i sindacati e la direzione del teatro, il 22 dicembre, si è concluso con un rinvio: il sindacato chiede alla direzione della fondazione di non procedere con trattative individuali nei confronti dei 25 dipendenti cui si chiede di trasferirsi in Ales SApa, la società del Ministero per i beni e le attività culturali, mantenendo il contratto a tempo indeterminato. Ales li ricollocherebbe in due istituti museali a Bologna, la Pinacoteca e l'Archivio di Stato. Sì, ma con quale futuro professionale e quali mansioni? Lo abbiamo chiesto a Mario Scalini, direttore del Polo Museale dell'Emilia Romagna. Che rusponde senza esitazioni: le loro competenze sarebbero più che benvenute. «Tutelare il proprio impiego, anche dal punto di vista economico, è fondamentale e fa bene chi combatte per difenderlo - è la premessa del direttore -. Ma ai dipendenti del Teatro Comunale che potrebbero arrivare alla Pinacoteca dico: "abbiamo bisogno di voi, vi aspettiamo a braccia aperte e vedrete che qui vi divertirete" ». Per Mario Scalini, infatti, i lavoratori in esubero del Teatro Comunale sono una risorsa. È una soluzione su cui, tuttavia, i sindacati stanno trattando da mesi, nel tentativo di garantire ai dipendenti, perlopiù impiegati in settori tecnici e amministrativi, la qualità del lavoro oltre che una adeguata remunerazione. Ma forse non sanno che le competenze maturate in quel grande cantiere che è un teatro d'opera sono molto apprezzate dal direttore Scalini perché colmerebbero un vuoto professionale venutosi a creare all'interno della Pinacoteca, privata negli ultimi anni di molti dipendenti, andati in pensione e mai sostituiti. «Sarebbe necessario un periodo di formazione spiega Scalini ma ci sono molti profili che potrebbero adattarsi alle nostre mansioni. So che ci sono persone che hanno competenze manuali e che potrebbero benissimo essere impiegate nei lavori di piccola manutenzione ordinaria: credo sarebbe una bella soddisfazione per loro poter assicurare la manutenzione dei dipinti di Guido Reni o dei Carracci. I tecnici di scena sarebbero utilissimi per le operazioni tecniche. So che ci sono maschere che potrebbero sorvegliare le sale, rimanendo a contatto con il pubblico. Per non parlare degli impiegati amministrativi di cui abbiamo assolutamente necessità». Da anni sono note le carenze di personale che costringono la Pinacoteca ad aprire a orari ridotti, e in parte solo grazie ai volontari, a funzionare in maniera parziale, a sopravvivere a bilanci sempre più ristretti. «Circa sei mesi fa ho chiesto aiuto ad Ales per fronteggiare questa emergenza e mi hanno prospettato di poter contare sugli esuberi del Teatro Comunale». Come specifica il direttore oggi in Pinacoteca c'è solo una persona per la gestione amministrativa mentre ne servirebbero almeno quattro. Tra mobilità e maturazione della pensione, da ottobre alla fine dell'anno sono rimaste a casa quattro persone. Ogni giorno la Pinacoteca può aprire grazie alla presenza di almeno tre volontari nelle sale. «Non dico che si è bloccato tutto ma siamo sulla buona strada. Se riusciamo ad aprire è grazie anche alla collaborazione del personale che è molto disponibile. Ad esempio abbiamo spostato tre giovani, che sanno parlare bene le lingue straniere e che erano impiegati in mansioni di custodia, agli uffici delle relazioni con il pubblico. Insomma c'è molta flessibilità e una volta che si è impiegati presso il Ministero ci si può spostare in altre istituzioni come biblioteche e archivi. Vi assicuro: è bellissimo lavorare tra grandi capolavori d'arte».
BOLOGNA - "Cari lavoratori del Comunale in Pinacoteca c'è bisogno di voi"
Il Teatro Comunale di Bologna non ha raggiunto un accordo con i sindacati sui lavoratori in esubero. Il sindacato chiede di non procedere con trattative individuali con i 25 dipendenti che potrebbero essere trasferiti in Ales SApa, mantenendo il contratto a tempo indeterminato. Il direttore del Polo Museale dell'Emilia Romagna, Mario Scalini, afferma che le competenze dei lavoratori in esubero sono apprezzate e che potrebbero essere utilizzate nella Pinacoteca e nell'Archivio di Stato. Scalini sostiene che i lavoratori in esubero sono una risorsa e che la Pinacoteca ha bisogno di loro per gestire l'amministrazione e le mansioni tecniche.
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