«NON sono il commissario liquidatore del'istituto Brignole. Ho assunto un gravoso impegno perché è mia intenzione tutelare una fascia sociale che soffre disagi ed emarginazioni insopportabili ». Dal settembre 2015 l'avvocato Pietro Piciocchi è stato nominato dalla giunta Toti commissario straordinario della ASP (Azienda pubblica servizi alla persona) Emanuele Brignole. Quaranta anni da compiere, una lunga esperienza di consulente di pubbliche amministrazioni, professore di diritto pubblico alla Bocconi, cresciuto tra lo studio del compianto Victor Uckmar e quello di Lorenzo Acquarone, confessa. «A un certo punto della mia vita ho deciso di scegliere una strada impervia,lontana da tante astrazioni e più coinvolgente sul piano sociale. Eccomi a gestire 40 milioni di passivo. Debiti di oltre 27 milioni di euro con la Carige e 13 milioni verso fornitori. Sono arrivato qui con le linee di credito bloccate e con alle spalle il disegno della giunta Burlando di smantellare il patrimonio immobiliare per fare fronte al debito accumulato in molti anni di pessima gestione». Le residenze sanitarie assistite (Rsa) di Castelletto,Coronata, Rivarolo e Sestri Ponente sono state "esternalizzate" e affidate alla gestione di cooperative private,mentre la struttura Scardiglia-Tubino di Sampierdarena per cerebrolesi ha una gestione di comodato tra Comune e il Brignole, la Doria rimane sotto la gestione diretta della ASP. «La logica precedente doveva essere ribadisce Piciocchi quella di privatizzare il Brignole e tagliare i costi del personale,incamerare i canoni di appalto,per occuparsi solo della manutenzione. Noi lavoriamo in altra direzione: prima di tutto il processo di privatizzazione è contrario allo statuto dell'ente, poi occorre trovare una sintesi tra esigenze di risanamento e di continuità con la tradizione assistenziale che ha importante storia alle spalle, poi intendiamo fornire servizi di qualità». L'avvocato Piciocchi mostra di sapere decidere. «Sono riuscito a diminuire il debito di 5 milioni: metà devoluti alla Carige e l'altra metà ai fornitori. Ho spostato la sede costosa da via XX Settembre (canone 4.200 euro) a via Assarotti (canone 1.200 euro). Lavoro alla convenzione per le forniture farmaceutiche troppo onerose con l'ospedale Galliera. Non dimentico che la Valbisagno è la zona di Genova con il più alto numero di anziani e meno servizi. Voglio creare alla Doria nuovi orizzonti nell'assistenza:ho cercato di potenziare il personale, di qualificarlo e di dare loro contratti certi». Nell'analisi delle disfunzioni che hanno portato a questo degrado, Piciocchi porge giudizi impietosi. «Il mondo della politica ha sempre utilizzato il servizio sanitario come ammortizzatore sociale,senza contare le incredibili spartizioni partitiche: Il Brignole ai democristiani,la Doria ai socialisti. Si facevano sprechi? Le banche correvano in aiuto con l'emergenza prestiti. Il privato farebbe affari d'oro, non capisco perché nel pubblico si creino voragini incontrollate ». Le strutture sono sottoposte a controlli severi. «Persone in completa autonomia spiega Piciocchi compiono monitoraggi anche notturni, per controllare l'adeguatezza dei servizi. Io ogni semestre devo illustrare alla giunta le linee strategiche di risanamento dell'Ente». Gli scenari futuri? «Lavorare al servizio delle persone e risolvere i loro problemi. Ho imparato in anni di studio ad avere una visione alta della politica. Al Brignole, che tutti chiamiamo l'Albergo dei Poveri, ci sono le nostre radici. Una collezione fastosa di opere, 700 paramenti sacri e mobili antichi restaurati dalla sovrintendenza. Abbiamo deciso di aprire questo monumento alla città. Creeremo una fondazione per dare senso al tutto. A novembre solo con il passa parola seicento persone hanno fatto da cornice alla presentazione del libro sulla storia di Emanuele Brignole. Nella giornata dei Rolli molti genovesi hanno visitato il "palazzo ». Ha sei figli il giovane avvocato. Non nega di credere alla possibilità di vivere in un mondo migliore.
GENOVA - Brignole, la sfida rosso di 40 milioni e nuovi orizzonti
L'avvocato Pietro Piciocchi è stato nominato commissario straordinario della ASP (Azienda pubblica servizi alla persona) Emanuele Brignole. Piciocchi ha assunto un ruolo importante per tutelare la fascia sociale che soffre disagi ed emarginazioni. Ha ridotto il debito di 5 milioni di euro, spostando la sede e lavorando alla convenzione per le forniture farmaceutiche. Ha anche cercato di potenziare il personale e di dare loro contratti certi. Piciocchi critica la politica per aver utilizzato il servizio sanitario come ammortizzatore sociale e per aver creato voragini incontrollate. Ha una visione alta della politica e vuole lavorare al servizio delle persone e risolvere i loro problemi.
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