In piazza Navona ha appena aperto, proprio all'ingresso del sottostante Stadio di Domiziano. un grande locale: mescita, ristorazione, panini e porchetta. Stiamo rovinando pure il gioiello barocco, il salotto di Roma. Che fare? Ci sono iniziative per le quali è assolutamente urgente che il Comune emani un nuovo rigoroso regolamento. C'è la bozza di delibera presentata da Orlando Corsetti (Pd). La Giunta e la maggioranza 5 Stelle ne hanno una? Se non ce l'hanno, sono disposti a lavorare in modo serio sul testo Corsetti? E' fondamentale intervenire a fondo e senza indugi sulla delibera comunale n.36 del 2006 che tutela (!) le attività di cui vogliamo arginare la fiumana. Il Prg della città storica prevede un limite di 250 mq. Facilmente aggirabile accorpando una licenza esistente di 100 mq con altri locali o scavando nel sottosuolo. Il solo modo possibile per scongiurare lo scasso finale del tessuto urbanistico storico e sociale, della vita di questi luoghi, è vietare, senza esitazioni, le attività alimentari (vicinato, laboratori, somministrazione in gallerie, librerie e circoli fasulli, ecc.). Come si reclama dal 2012. Ci sono però brutture, volgarità, sconcezze cartelloni e insegne vistose, menu giganteschi colorati, dehors, "mantovane" degli ombrelloni, frutto di abusi, che possono venire rimosse domani stesso. E' vero che i fondi per la vigilanza e per tali interventi sono assai scarsi. Però su tutta questa indecorosa, squalificante paccottiglia il Municipio può intervenire ora. Vuol farlo la Giunta Raggi? Dica qualcosa. Cittadini e operatori qualificati non ne possono più. E inoltre l'Unesco vigila...
Basta porchetta in piazza Navona
In piazza Navona, un nuovo locale di mescita, ristorazione, panini e porchetta è stato aperto. Ciò ha sollevato preoccupazioni per la preservazione del barocco della piazza. Il Comune è stato invitato a emettere un nuovo regolamento rigoroso per arginare la fiumana di attività commerciali. La Giunta comunale ha presentato una bozza di delibera, ma non è chiaro se la maggioranza 5 Stelle sia disposta a lavorare su di essa. Il regolamento del 2006 prevede un limite di 250 mq per le attività commerciali, ma è facile aggirarlo. Per evitare lo scasso finale del tessuto urbanistico, si consiglia di vietare le attività alimentari.
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