IL PARCO dell'Arcipelago è senza pace. Per l'ennesima volta la Regione annuncia un ricorso alla Corte Costituzionale per impugnare, come già fatto con i precedenti, il decreto con cui, lo scorso 8 giugno il ministro dell'Ambiente ha riconfermato per altri sei mesi l'incarico di commissario straordinario dell'Ente Parco il suo collega di partito Ruggero Barbetti. La guerra dei ricorsi va avanti da quando Matteoli è tornato al ministero, con il secondo governo Berlusconi, l'ultimo ricorso in ordine di tempo è del gennaio 2005. La giunta toscana ha deciso nella sua ultima riunione di proseguire sulla stessa linea convinta, come spiega in un comunicato, «che anche questo atto leda le prerogative costituzionali della Regione e, in particolare, violi quel principio di leale collaborazione già affermato dai giudici costituzionali con una sentenza del 2004, proprio sulla questione del Parco dell'Arcipelago». L'atto impugnato dalla Regione prolunga per la quinta volta l'incarico di commissario a Barbetti, che Matteoli vorrebbe nominare presidente ma che non ottiene il consenso della Regione Toscana. E' ormai dal settembre 2002, quindi da quasi tre anni ormai, che il parco è commissariato. Nel 2004 i giudici costituzionali avevano emesso una prima sentenza con cui veniva riconosciuta «l'illegittimità della condotta dello Stato» e dove si ribadiva la necessità di dare concretezza al «principio di leale cooperazione tra Stato e Regione». Nel settembre del 2004 l'allo-ra assessore all'Ambiente Tommaso Franci scrisse a Barbetti per sollecitare l'avvio della procedura per l'approvazione del piano del Parco Nazionale dell'Arcipelago toscano così come previsto dalla legge quadro nazionale. E più volte il presidente toscano Claudio Martini ha invitato Matteoli a cercare un'intesa sul nome del presidente del Parco. Ma tutto resta fermo e nel futuro del Parco per ora c'è solo un nuovo semestre di commissariamento.