Bloccato il piano di ristrutturazione. Rischi per studenti e dipendenti Intorno al cantiere infinito e abbandonato da anni c'è l'erba alta e la recinzione inizia a cedere. A sedici anni dall'avvio dei lavori di ristrutturazione è ancora tutto fermo all'Istituto tecnico Feltrinelli. Dell'ex capannone che doveva ospitare una grande palestra, un auditorium e poi aule e laboratori è stata consegnata soltanto, un anno fa, l'ala del palazzetto dello sport. E allora di nuovo, a distanza di anni, da altre famiglie e altra preside riparte la protesta. «Questione anche di sicurezza in una scuola che conta 1400 persone fra studenti, insegnanti e personale che da quel cantiere passano ogni mattina», dicono alla scuola statale di piazza Tito Lucrezio Caro, istituto tecnico con più indirizzi, da meccanica a informatica e con classi di liceo scientifico opzione scienze applicate, a pochi passi dall'università Bocconi. Il punto adesso lo fa la preside Maria Rita Donadei, da settembre alla guida della scuola: «Fra fallimenti e interruzioni si è arrivati sin qui. Almeno in questi giorni dalla Città Metropolitana mi hanno garantito che è stato finanziato con un milione di euro un primo lotto di lavori che comprende il completamento dell'autorimessa sotto la palestra e la copertura della struttura centrale, intervento urgente per evitare danni a un edificio ancora da inaugurare e già a rischio. La gara sarà bandita a breve e la consegna, hanno detto, avverrà entro luglio. In un secondo tempo poi il via al secondo lotto, con auditorium, laboratori e aule». Al Feltrinelli riassumono così la storia senza fine della ristrutturazione della scuola: «Il via al progetto nel 2000 con fine lavori prevista per il 2008, la prima consegna doveva essere quella del palazzetto dello sport e dell'autorimessa. La palestra è stata aperta un anno fa dopo sei anni di attesa, perché era pronta ma mancava sempre il collaudo. E adesso aspettiamo l'area parcheggio». Ancora da avviare la fase due, con l' auditorium e i nuovi spazi per gli studenti. «I tempi saranno lunghi e preoccupa soprattutto la convivenza con il cantiere abbandonato, troppo vicino alla scuola, non sorvegliato e con una recinzione inadeguata. E il passaggio da quell'area è obbligato per raggiungere il palazzetto dello sport», spiega Davide Ferrari Bardile, genitore della scuola, presidente del Consiglio d'Istituto. Sicurezza e garanzie sui tempi di consegna dei nuovi laboratori, delle aule e dell'auditorium. «La scuola ha comunque un numero di studenti sempre in crescita e servono spazi, quest'anno abbiamo formato 53 classi ma abbiamo soltanto 51 aule, per alcune sezioni quindi sono disponibili a rotazione», dice la preside. E al Feltrinelli le famiglie hanno iniziato a raccogliere firme per chiedere interventi immediati. «Stiamo preparando anche un'interrogazione da presentare alla Città Metropolitana, per capire come e in che tempi verranno utilizzati i fondi già stanziati per la nostra scuola», aggiunge Ferrari. Dal 16 gennaio si aprono le iscrizioni per il prossimo anno scolastico e all'istituto Feltrinelli contano di confermare i numeri dello scorso anno e aprire undici sezioni. «Nonostante l'impatto con il cantiere abbandonato la richiesta in questi anni è stata sempre alta spiega Donadei . Al primo open day della scuola sono arrivate seicento famiglie. Abbiamo spiegato loro, e speriamo che sia così, che a luglio almeno la prima parte dei lavori sarà conclusa».