Sotto l'impulso della digitalizzazione, l'industria culturale inaugura l'era economica del Quaternario in cui, insieme alla manifattura della quarta rivoluzione industriale, il turismo è per Bologna veicolo di progresso. Un veicolo il cui nome è interattività digitale per le attrazioni culturali. Le tecnologie digitali creano nuove infrastrutture, nuovi modi di fruizione e socializzazione delle opere dell'ingegno, ne aumentano la convenienza d'uso arricchendo i contenuti disponibili. È già nato un turismo cibernetico a seguito delle tecnologie d'informazione e comunicazione, in un ventaglio di forme tra internet, telefoni intelligenti, tablet e altri dispositivi. Il matrimonio tra tecnologia e cultura fa del visitatore un protagonista del suo viaggio nella nostra città. Ne sono prova i musei universitari di Palazzo Poggi da visitare servendosi degli occhialini che arricchiscono la percezione sensoriale umana mediante informazioni non percepibili con i cinque sensi (la cosiddetta «realtà aumentata»). Il visitatore è immerso in un'esperienza originale, con una forte componente ludica e culturale, non più standard, spersonalizzata, svolta solo con una guida acustica. Finalmente, i beni culturali non sono più costretti entro una cornice che ne impedisce la piena valorizzazione. Con una maggiore apertura mentale per produrre idee innovative, gli operatori della cultura, dell'arte e delle antichità potranno imprimere una svolta alla conoscenza del nostro patrimonio immateriale. Palazzo Poggi apre così una finestra di opportunità per le startup innovative, spianando il terreno per l'incontro degli sperimentatori e degli entusiasti della tecnologia con i produttori di contenuti culturali innovativi. Il ramo delle scienze umane dovrà muovere la conoscenza verso applicazioni imprenditoriali che facilitino il cammino lungo il percorso in cui il visitatore incontra e coniuga tecnologia e cultura. Si prospetta così la grande unificazione tra l'impronta di unicità dei beni culturali di Bologna e l'impronta imprenditoriale delle iniziative nate dalla mutua collaborazione tra persone di diversa estrazione disciplinare. Calati nella realtà aumentata, spettatori e operatori insieme potranno dar vita a un inedito ecosistema culturale. Offrendo servizi innovativi ad alta intensità d'informazione e formazione intellettuale, le tecnologie digitali che si sposano con gli eventi culturali creano la propria domanda.
Se la cultura sposa il digitale
L'industria culturale di Bologna sta iniziando l'era economica del Quaternario grazie alla digitalizzazione. Il turismo è un veicolo di progresso, grazie all'interattività digitale per le attrazioni culturali. Le tecnologie digitali creano nuove infrastrutture, modi di fruizione e socializzazione delle opere dell'ingegno. Il visitatore diventa protagonista del suo viaggio nella città, con prove come i musei universitari di Palazzo Poggi che utilizzano la realtà aumentata. I beni culturali non sono più costretti entro una cornice, ma possono essere valorizzati in modo più ampio. Palazzo Poggi apre una finestra di opportunità per le startup innovative, spianando il terreno per l'incontro tra tecnologia e cultura.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo