Vendono al Nord piante secolari e pezzi di trulli. In arrivo una legge più severa Gli scafisti della natura partono all'alba e arrivano dinotte. Coniloro tir carichi di alberi alberi vecchi anche mille anni di muretti a secco, pietre calcaree, cespugli, pezzi di trulli, solcano le autostrade aggirando i controlli. Se noncisono intoppi, consegnano in giornata. Fanno un lavoro clandestino e tuttavia pesante: smontano il paesaggio, lo frantumano, segnano i pezzi uno per uno, come un mosaico. Poi lo ricostruiscono. Migli aiadi chilometri più a nord. In Brianza, Veneto, Germania. Immaginate un trullo nelle e amp agne di Amb urgo. Oppure un muretto a secco e dei bei cespugli di gariga nel parco di un villone di Usmate. Tutto questo èpossibile: basta pagare, e bene, e i contrabbandieri del verde mettono le ruote alla natura millenaria. Spiantano ulivi germogliati nel medioevo; spogliano le Murge della loro pietra naturale; saccheggiano chilometri di costa, da Fasano a Castellaneta. Poi riempiono i camion e trasportano la loro bizzarra mercanzia lontano lontano. Predoni di professione e su commissione, si muovono dentro la macchia mediterranea con la disinvoltura dei rapaci notturni. Smantellano trulli e muretti a secco, sradicano alberi e li caricano sui tir: "Fanno di tutto pur di averli nelle loro ville" II business dei pirati della Murgia "Quelli del Nord ci coprono d'oro" MA HANNO la mano pesante, vanno giù decisi: tirano fuori gli ulivi con gli escavatori, sventrano il terreno rossastro con gli scalpelli. Lavorano solo dopo il tramonto, oppure all'alba, al riparo dagli sguardi delle guardie forestali. Sradicano la storia e la piantano da un'altra parte. Tagliano le radici, i rami, le foglie. A volte la storia la taroccano: sulle piante da piazzare mettono cartelli con scritto "Albero secolare, età stimata settecento, ottocento anni". Ma l'ulivo magari non arriva ai cento. Della legge, i contrabbandieri di paesaggi se ne infischiano: anche perché la legge è un colabrodo. La normativa proibisce tassativamente l'espianto degli ulivi, ma poi concede una serie di deroghe: si possono portare viagli alberi dove è previstala realizzazione di una zona industriale, oppure se le piante possono provocare danni al resto dell'uliveto. Risultato: basta un permesso dell'Ispettorato provinciale all'agricoltura, ed è fatta. Dichiari che stai spiantando l'ulivo vecchio, magari perché malato, per ripiantare quello nuovo: e già che ne togli uno ne togli venti. Le pene previste non sono un gran deterrente. Un camionista di Locorotondo è stato sorpreso a Pescara dalle guardie forestali con due piante di ulivo da trasportare in Veneto: se l'è cavata con unamulta da ottomila euro. Gli ispettorati provinciali avolte concedono le autorizzazioni con il contagocce [per esempio in provincia di Brindisi), in altri casi sono di manica larga. A Castellana Grotte, per esempio, una società, la Cocal, ha chiesto di sradicare 192 ulivi: l'Ispettorato ha concesso l'autorizzazione per 350. Egnazia, Fasano, Cisternino, Ostuni, Castellana Grotte. Il viaggio dei venditori di paesaggi chiavi in mano comincia da queste terre. Qui gli ulivi secolari sono sculture vegetali. Hanno rami contorti, tronchi deformati dal vento che mimano il trascinarsi dei vecchi contadini nelle piazze dei paesini dell'entroterra. Le cortecce sono rugose, si contraggono in smorfie. A guardarle da vicino, queste sculture, si capisce perché ora sul mercato valgano così tanto: le più antiche c'è chi prova a venderle anche a ventimila euro. Abbiamo seguito la tratta degli ulivi. Si comincia dal contatto con Angelo, tramite un vivaista. Gli spieghiamo cosa vogliamo: un bel po' di ulivi per farci, a Bergamo, un giardino mediterraneo. Lui ci pensa su, fa la faccia del commesso della boutique che indovinai desideri del cliente: «Posso offrirvi molto di più». Ci porta in n angolo tranquillo di campagna pugliese, un pezzo di Murgia dove si sente solo il fischio del vento agitare foglie e frutti che butteranno olio. Ci sono ulivi nodosi, file di muretti a secco e trulli, cespugli di gariga, di rosmarino, di lentisco. «Noi possiamo ricostruire questo paesaggio su da voi, tale e quale. Assicurato e con garanzia: se gli alberi seccano li cambiamo dice Alla fine del lavoro confrontiamo le foto del paesaggio reale e di quello artificiale. Mi dirà qual è meglio». Eccolo, il paesaggio chiavi in mano. Angelo è pronto a darci tutto. Gli ulivi? «Conosco uno a Ca-stellaneta che ne ha appena venduti tantissimi. Trenta sono andati a Udine, altri trenta a Mode-na. Sono vecchissimi, hanno quattrocento anni». Anche lui ne haunadecinapronti per la vendita. Sono esposti sul ciglio della strada, già spiantati e ripiantati in contenitori di plastica, con le radici e tutto. Gli alberi sono "sagomati": significa che i rami e le foglie sono stati potati per facilitare il trasporto sui camion. Questi dell'entroterra sono più resistenti ai climi rigidi del Nord. Gianfranco Ciola, agronomo di Legambiente, spiega: «Dal punto di vista botanico, è come se gli ulivi rinascessero sulle proprie ceneri. Il legno nuovo si ricrea intorno a quello necrotizzato, dunque è come un morto che rivive su se stesso. Anche per questo è impossibile datarli con certezza». I piazzisti però li mettono sul mercato con la loro età presunta: seicento, settecento, ottocento anni. E ogni secolo fa lievitare il prezzo. A pochi chilometri da Santeramo, in una masseria, c'è un uomo sulla cinquantina, gli occhi e i denti storti, la pelle indurita dal sole, l'italiano zoppicante. Nello stazzo, contenute da robusti recinti di ferro, centinaia di pedane con quintali di pietre. Sono le pietre della Murgia. Altra mercé proibita, il cui scavo è severamente vietato nell'area del nuovo parco e nelle zone protette. «Coni carabinieri facciamo sempre discussioni, mapoi ce la caviamo sempre», dice l'uomo. Indica un trullo già smontato: «Ve lo do a duemila euro. Insieme con tutte le pietre che ' volete, e con gli ulivi. Guardate là che piante...». Gli ulivi, già imballati, sono in partenza per la Germania. Prima di congedarsi, il commerciante ci lascia il suo biglietto da visita: "Vendita rocce ingrosso dettaglio". È lui che detiene, da queste parti, il monopo-lio di quelle pietre aguzze che i latini chiamavano murices e che hanno dato il nome alla Murgia. Sulla statale che collega Corato ad Andria ce n'è un altro. «Frequento ogni giorno quella strada per lavoro spiega Piero Castoro, il presidente del Centro studi Torre di Nebbia, che s'è battuto per la nascita del parco e vedo interi tir che portano via carichi di pietre già imballate». La scomparsa di trulli e muretti a secco è un fenomeno in crescita in Puglia. A Pozzo Faceto, vicino a Fasano, un complesso di trulli in perfetto stato di conservazione è stato raso al suolo, le pietre messe in vendita al miglior offerente. Le chianche, le tipiche basole del centro storico di Bari, vengono rubate durante i lavori di ripavimentazione e vendute per adornare le ville. Il tutto a rischio basso. Angelo, il nostro venditore di paesaggi, per rassicurare non usa giri di parole: «Dobbiamo solo fare attenzione agli ambientalisti...». Racconta che i proprietari dei terreni si affidano ad appaltatori che normalmente cercano di vendere gli ulivi buoni. «Li vanno a sradicare. Alcuni non riescono a sradicarli, si rompono e vanno a legna, a nove euro al quintale. Ma quelli buoni vanno alla grande. Primagli ulivi non vai evano niente. Come i trulli, un tempo considerati solo inutili cumuli di pietre. Poi sono arrivati i turisti inglesi e il giardino mediterraneo ha rimpiazzato quello tropicale». Alla fine del giro gli chiediamo un preventivo. Pronti. Portare via un pezzo di Puglia costa 150mila euro. La cifra comprende: venti ulivi a quattromila euro l'uno; il trasporto; una settimana di manodopera per tre giardinieri che verranno a piantarli; trenta enormi massi che fanno "effetto Murgia" [35mila compreso il trasporto); cinque casse di pietre da giardino; diecimila euro per il trullo, dieci melograni, un carrube. «In regalo vi do anche un pero selvatico».
la Repubblica
24 Luglio 2005
PUGLIA: Sulle tracce dei pirati di ulivi -
DA
Davide Carlucci
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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