Il primo, importante, passo per mettere al sicuro la facciata della basilica di Norcia devastata del terremoto è stato fatto. A proteggerla c' è infatti ora la cosiddetta «gabbia», una struttura in tubi innocenti alta 18 metri e pesante 22 tonnellate, posizionata davanti a essa su quello che era il sagrato della chiesa dedicata a San Benedetto. Operazione compiuta nel giorno in cui nella città sono stati riaperti il corso principale e parte della piazza sulla quale si affaccia la cattedrale, addobbati con le luminarie natalizie accese in serata. Mentre in mattinata era stata inaugurata la struttura in legno che ospiterà la scuola materna. La presidente della Regione Catiuscia Marini ha parlato di «segnali concreti di un graduale ritorno alla normalità». «A meno di due mesi dal devastante sisma del 30 ottobre la riapertura del centro storico e la messa in sicurezza della facciata della Basilica di San Benedetto con la grande gabbia in tubi innocenti sono i primi passi verso il ritorno alla vita e allo splendore di questo centro straordinario», ha sottolineato il ministro di beni culturali e turismo Dario Franceschini. Grazie a una grande gru, i vigili del fuoco del Nucleo interventi speciali hanno poggiata la "gabbia" su due piattaforme in cemento realizzate sul sagrato a ridosso della basilica. Poi l'hanno ancorata e zavorrata. «Nei prossimi giorni sarà montata una grande travatura sul retro della facciata (in pratica quello che era lo spazio interno della chiesa ora crollata - ndr) che verrà collegata con l'intelaiatura in tubi innocenti» ha spiegato Luca Nassi, responsabile del Nis. «Ci sarà - ha aggiunto - una unica struttura che abbraccerà la facciata sui due lati impedendo qualsiasi movimento. Sarà così possibile rimuovere in sicurezza le macerie della basilica». Il progetto è stato curato e diretto da Claudio Modena, ingegnere dell'Università di Padova, e condiviso dal Nis. È stato eseguito sotto la supervisione della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Umbria, con il finanziamento del Ministero dei beni e delle attività culturali. Intanto, per la quinta volta nelle zone terremotate del centro Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di visitare ieri mattina gli sfollati marchigiani ospiti nelle strutture ricettive della costa, in un momento particolare, quello delle festività natalizie, che acuisce il senso di sradicamento delle comunità smembrate dal sisma. E per loro è arrivata da parte del capo dello Stato un'assicurazione forte e autorevole: l'impegno delle istituzioni non scemerà con il tempo, perché i paesi spazzati dal sisma devono poter tornare a vivere come prima. «State sicuri che lo Stato non vi abbandona, noi saremo sempre attenti alle vostre esigenze, vi portiamo nel cuore», ha detto il presidente prima a Porto Recanati e poi a Porto Sant'Elpidio.