CASE e capannoni 'aumentati', la Regione annuncia l'ultimo giro di giostra. Chi sogna di incrementare del 20 i volumi della propria villetta o della propria azienda d'ora in poi ha il tempo contato. Si potrà fare ancora per due anni, previa riqualificazione dell'immobile di proprietà, si tratti di saltare ad una classe energetica superiore, di migliorare lo status anti-sismico o semplicemente di rifare il vecchio tetto. La proroga concessa dal consiglio regionale vale fino a tutto il 2018: «Ma non sarà ulteriormente reiterabile», avverte la consigliera dem Titta Meucci che ha illustrato in aula il provvedimento. L'aumento volumetrico vuol essere in sostanza un incentivo alla «riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e al rilancio dell'economia - spiega Meucci - offrendo una chance alle famiglie che hanno bisogno di allargare lo spazio». Certo, non dappertutto si potrà ricorrere all'aumento volumetrico: non nei centri storici e neppure nella fascia ottecentesca dei viali, per citare il caso di Firenze. Si potrà farlo però nelle periferie, dove la proprietà vanta ancora del terreno libero. E in questo caso, sempre per restare al caso Firenze, si potrà per questa via derogare al Piano strutturale a volumi zero in vigore. Il provvedimento, in vigore dal 2009 col nome di 'Piano casa' per effetto di norme nazionali, anche se in realtà non è un vero e proprio Piano casa, è del resto cogente sulle norme comunali. Sempreché si rispettino i vincoli paesaggistici e le norme di tutela idrogeologica. A partire da questo, anzi, la proroga decisa a maggioranza dal Consiglio regionale (si sono astenuti i 5 Stelle) consente anche la demolizione e ricostruzione dell'edificio. E in questo caso l'addizione dei volumi rispetto a quelli esistenti può spingersi fino ad una soglia del 30. Quanti sono stati fino ad oggi i proprietari immobiliari o titolari d'azienda che in Toscana hanno usufruito di questa possibilità? A quanto pare una statistica non esiste, dal momento che i Comuni non hanno l'obbligo di comunicare alla Regione l'avvenuta riqualificazione edilizia. I casi non sarebbero però moltissimi, anche se l'esperienza fin qui registrata viene valutata positivamente (non però dai 5 Stelle). E anche per questo si è deciso di procedere ad una ulteriore proroga. L'ultima immaginabile. Chi ha un progetto è il momento dunque che lo metta in pratica: la scadenza per la presentazione della Scia e del permesso di costruire al Comune è fissato improrogabilmente al 31 dicembre 2018. Due anni pieni ancora. «Siamo concordi non solo sulla proroga ma apprezziamo l'ulteriore arricchimento delle originarie disposizioni rivolte a favorire il conseguimento delle finalità di incentivo al recupero del patrimonio edilizio esistente », sostiene la consigliera Meucci, ex assessore all'urbanistica di Palazzo Vecchio. Convinta che il provvedimento, atteso da professionisti e architetti, anche se in deroga ai 'volumi zero' già in vigore possa aiutare a risolvere più di un rebus urbanistico. «Credo che con questa misura abbiamo fatto un buon lavoro e possiamo aspettarci nei prossimi mesi un miglioramento del tessuto urbano, dal momento che le disposizioni del 'Piano casa' hanno già dimostrato negli scorsi anni di avere effetti positivi sul piano dell'efficientamento energetico e anche del raggiungimento di obiettivi di sostenibilità del patrimonio edilizio privato», aggiunge la consigliera prima firmataria del provvedimento.
Restano altri due anni soltanto per "allargare" la casa
La Regione Toscana ha annunciato una proroga per il piano "Piano casa" fino al 2018. Il piano, che prevede l'aumento volumetrico di un 20% per le proprietà private, è stato prorogato per due anni. La proroga consente di utilizzare l'aumento volumetrico anche per demolire e ricostruire l'edificio, e la soglia di aumento può raggiungere il 30%. La proroga è stata decisa a maggioranza dal Consiglio regionale e vale fino al 2018. La consigliera dem Titta Meucci ha illustrato il provvedimento e ha sottolineato che l'aumento volumetrico è un incentivo alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e al rilancio dell'economia.
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