È una Selinunte odorosa quella che si svela ai viaggiatori che ammirano i resti della grandiosa città greca. Un viaggio tra fiori e piante si snoda all'interno del più grande parco archeologico d'Europa con vista sul mare screziato di verde di Marinella, dove si estende anche una riserva protetta con le sue rare specie botaniche. D'altronde, lo stesso nome della grandiosa polis deriva da "selinon", prezzemolo, che spiccava sulle monete dell'antica Selinunte. Passeggiando per le vestigia dell'agorà di Selinunte si ammira anche il paesaggio mozzafiato di uliveti e vigne con i loro profumi e colori. Qui si sperimenta il vigneto didattico in sinergia con la Tunisia e il Parco archeologico sulle orme di Magon, il botanico fenicio a cui si ispira l'idea di ricreare tra i templi le coltivazioni di uva su modello dell'antichità. Il dorato del grano tumminia da due anni colora la valle di Selinunte e regala ai turisti l'immagine più calda della Sicilia. Al di sotto dei templi, tra le dune sabbiose che sfiorano i sei metri di altezza, tra Marinella di Selinunte e Porto Palo nei pressi della foce del fiume Belice, si passeggia tra fitti canneti e lungo la zona costiera che degrada dolcemente verso il mare, tra la ricchissima vegetazione palustre ormai sempre più rara. Proprio qui, alle porte di Marinella, la Riserva della foce del fiume è una ricca area protetta che regala spunti nuovi per ammirare un sito paesaggistico suggestivo sovrastato dai templi greci e che è meta di visitatori appassionati di archeo-trekking. Profumi e colori lungo il percorso naturale ma anche una rara specie di insetti e, nella fascia delle dune, una vegetazione in grado di sopravvivere in ambienti ad elevata salinità. Sono piante comuni in tutta l'area, il papavero cornuto, la santolina, il ravastrello, l'erba medica marina, la scilla marittima e il tamericio. Mentre tra gli imponenti resti archeologici fanno capolino il cappero, l'asparago spinoso, l'olivastro e il lentisco : quest'ultimo è un arbusto prezioso che raggiunge anche l'altezza di due metri. Proprio sotto le sue fronde, all'ingresso del parco di Selinunte, si trova una panchina che invita i viaggiatori a una sosta romantica tra natura e archeologia.
Capperi fra i templi, canneti tra le dune il percorso botanico di Selinunte
La città greca di Selinunte è un luogo unico che combina archeologia e natura. Il parco archeologico è il più grande d'Europa e offre una vista mozzafiato sul mare. Il nome della città deriva dal prezzemolo, che era presente sulle monete dell'antica Selinunte. Il parco è anche un'area protetta con rare specie botaniche, tra cui il papavero cornuto e la santolina. I viaggiatori possono passeggiare tra le vestigia dell'agorà e ammirare il paesaggio di uliveti e vigne. Il vigneto didattico è un'esperienza unica che combina la Tunisia e il Parco archeologico con la storia dell'antichità.
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