UNA svolta che ha il sapore di un regolamento di conti interno a Scabec, la società regionale per i beni culturali. L'imprenditrice Patrizia Boldoni, la "signora delle cene elettorali" organizzate nel 2015 per Vincenzo De Luca, lascia il doppio incarico di presidente Scabec e consigliere delegato del presidente della Regione. L'ex moglie di Corrado Ferlaino, nominata un anno e mezzo fa, si è dimessa in seguito ad antichi guai con l'erario riemersi alla vigilia di importanti scelte per il futuro di Scabec, alla vigilia di bandi per la Direzione generale, la comunicazione e l'area amministrativa. Bandi che erano all'ordine del giorno della seduta del consiglio di amministrazione previsto per domani e ora rinviato alla prossima settimana. I suoi guai con l'erario, noti da tempo, risalgono ad altre attività imprenditoriali. Due mesi fa Equitalia ha notificato a Patrizia Boldoni e anche a Scabec (relativamente al suo stipendio) un atto di pignoramento di due milioni e 210 mila euro per un debito accumulato negli anni scorsi. L'accusa è di evasione fiscale ed è riesplosa poco prima del Cda: martedì prossimo è fissata l'udienza in Tribunale dove Equitalia cita in giudizio Patrizia Boldoni e la stessa società Scabec che deve pignorare gli stipendi della manager. Nel consiglio di amministrazione di Scabec restano, dunque, l'ex senatrice del Pd Teresa Armato e l'ex assessore comunale di Napoli Nicola Oddati, che in questa fase ricopre il ruolo di "consigliere anziano" essendo stato nominato prima di Armato e che dovrà riconvocare il consiglio di amministrazione. Direttore generale di Scabec è attualmente Francesca Maciocia. Patrizia Boldoni si è dimessa con una lettera inviata al presidente della Regione rimettendo il mandato «per tutelare in piena libertà» la propria posizione «in ogni sede, in piena autonomia e senza coinvolgimento della società regionale». «Desidero ringraziare - ha risposto De Luca - ed esprimere il mio personale apprezzamento per l'impegno e il lavoro svolto con grande passione e professionalità dal presidente di Scabec Patrizia Boldoni. La sua decisione merita rispetto ed è un importante segno per tutti di correttezza e trasparenza». Per la sostituzione ora De Luca ha due soluzioni. Una interna, scegliendo cioè il nuovo presidente tra i consiglieri in carica Nicola Oddati o Teresa Armato. Oppure una soluzione esterna, inserendo dunque direttamente un presidente. E qui la scelta si restringe a chi non ha incompatibilità, cioè a chi non ha avuto o abbia tuttora vantaggi diretti o indiretti, contratti o rapporti di qualsiasi genere con Scabec. Un esterno che non abbia alcun rapporto di interesse con la cultura in Campania, vista la natura della società. Una scelta importante, soprattutto in vista dei bandi che segnano una nuova linea strategica più rigorosa e trasparente rispetto al passato di una società che, nata nel 2003 e trasformata l'anno successivo in Spa con l'ingresso dei privati, dal giugno 2016 è tornata in house con proprietà al cento per cento della Regione. Vincenzo De Luca, intervenuto al brindisi di Natale degli industriali e dei costruttori di Napoli, non ha aggiunto altro al commento ufficiale. Nella maggioranza sono intervenuti invece i Verdi con Francesco Borrelli: «Giusto che Boldoni dia le dimissioni dalla presidenza di Scabec e dal ruolo di consigliere delegato di De Luca per i beni culturali perché, anche se non ci sono leggi che le impediscono di continuare a ricoprire quei ruoli, è bene che lasci, in attesa di chiarire le vicende che la vedono coinvolta».