MESTRE «Il 2017 sarà l'anno del rilancio», si augura il presidente della Fondazione Forte Marghera, Cesare Castelli. La nuova gestione degli spazi (con un tariffario che sta facendo discutere), la ricerca di finanziamenti per gli interventi, le bonifiche e anche la progettazione. Di sicuro sarà un anno di sfide per Forte Marghera, uno degli spazi più belli della città, dopo le incertezze sulla gestione e la scelta fatta dal Comune di affidarne lo sviluppo alla Fondazione presieduta dall'ex prefetto. A caccia di risorse. Per dare una bella sistemata al forte ci vorrebbero tra i 60 e gli 80 milioni di euro: quanti ce ne sono adesso? Dodici milioni per la prima tranche dei lavori di recupero per trasformarlo da bene militare a «bene totalmente fruibile dalla cittadinanza» sono nel patto per Venezia firmato da Brugnaro e Renzi e nei finanziamenti Mibact concordati dalla Conferenza unificata Stato-Regioni. Con il cambio di governo i soldi saranno confermati? «A noi risulta di sì», spiega Castelli, che proprio ieri è stato in Soprintendenza per discutere del Forte, «da gennaio si discuterà sul come investirli». I primi interventi, spiega Castelli, riguarderanno servizi e sotto-servizi oltre alla bonifica di alcune aree, non ancora individuate. La Fondazione inoltre è a caccia di altri 8 milioni di euro attraverso il progetto Art Bonus (qui a lato, ndr). Forte, le attività nel 2017. Campus universitari in collaborazione con Ca' Foscari, lo Iuav e la Viu (Venice International University) e stretta collaborazione con la Fondazione di Venezia. «Il nostro obiettivo», spiega Castelli, «è di aprire quanto più possibile il Forte a nuove iniziative, così da renderlo ancora più frequentato dai cittadini. Stiamo lavorando con le Università perché possano organizzare campus estivi con i ragazzi, e contiamo di incrementare le iniziative, anche con il coinvolgimento delle associazioni e delle realtà che già operano nel forte». E con le quali in queste settimane ci sono stati numerosi incontri, anche per cercare di regolarizzare l'utilizzo delle strutture del forte, oggi fornite a uso gratuito perché i rapporti tra le associazioni e il Comune non sono stati più formalizzati da quando l'amministrazione, ai tempi di Orsoni, ha cominciato a mettere da parte la Marco Polo System, società che era incaricata della gestione. Alcuni edifici inoltre, pur essendo utilizzati, sono inagibili. Negli ultimi giorni le associazioni che gestiscono gli immobili, hanno ricevuto le chiavi, diventandone custodi. L'altro ieri ad esempio le chiavi sono state date ai rappresentanti dell'associazione Arzanà che si occupa del Museo delle imbarcazioni tipiche e tradizionali. Ecco il tariffario. Per l'utilizzo degli spazi la Fondazione ha redatto un tariffario - non ancora ufficiale - che stabilisce il prezzo di affitto in una forbice compresa tra 1 e 3 euro, stabilendo tre categorie di destinatari: le onlus (al Forte c'è l'Enpa), le associazioni private, e le attività commerciali. Oggi sono 19 le realtà che, con attività diverse, sono ospitate nel forte. L'intenzione della Fondazione - che riconosce anche il lavoro svolto in questi anni per mantenere il decoro degli spazi - è di confermare la presenza di chi già opera al forte. Incontri ci sono stati anche con le associazioni artistiche che ospitano il capannone 32 (spazio C32) come Lab 43, Eventi Arte Venezia, la compagnia di danza verticale il Posto, e l'associazione Live Arts Cultures, che organizza anche residenze artistiche. «Stiamo lavorando per mantenere la produzione culturale al Forte», dice Marianna Andrigo, di Live Arts Cultures, «ci sono stati alcuni incontro informali, ma non c'è ancora nulla di deciso». L'esempio degli scout. Il gruppo degli scout laici Cngei, che conta 150 iscritti di cui 110 giovani, dovrebbe pagare, per l'utilizzo della Palazzina Comando, 500 euro al mese. «Per noi, che non abbiamo entrate», dice Michele Cremonese degli scout, «si tratta di una somma importante. Proporremo alla Fondazione di pagare una quota e di coprire una parte con lavori equivalenti, per la salvaguardia del forte». Un compromesso che va bene anche alla Fondazione, anche se recuperare un po' di soldi dagli affitti sarà necessario per poterli poi re-investire sempre nella cura del Forte. Per la primavera 2017 il gruppo sta organizzando anche un raduno nazionale degli scout. Escluse dai nuovi accordi la cooperativa Controvento, che gestisce bar e ristoranti del Forte, e l'Accademia di Belle Arti che ha un laboratorio di scenografia: entrambe hanno già siglato specifiche convenzioni con Ca' Farsetti. L'accordo con il demanio. Di recente è stato firmato anche un accordo con il Demanio che permetterà di realizzare un percorso pedonale che dalla fermata del Tram di viale San Marco- San Giuliano, permetta di attraversare il terreno - di proprietà demaniale - a lato degli impianti sportivi per raggiungere l'ingresso a Forte Marghera. E da lì il percorso dovrebbe proseguire poi per via Torino, per raggiungere la sede universitaria di Ca' Foscari, dove sarà realizzato lo studentato.
MESTRE - Il rilancio nel 2017 Tariffario per gli spazi
Il presidente della Fondazione Forte Marghera, Cesare Castelli, augura un anno di rilancio per il forte. La Fondazione sta lavorando per ottenere finanziamenti per gli interventi di recupero e bonifica. Il Comune di Venezia ha firmato un patto con la Fondazione per ottenere 12 milioni di euro per la prima tranche dei lavori. I soldi saranno confermati anche con il cambio di governo. La Fondazione sta anche cercando altri 8 milioni di euro attraverso il progetto Art Bonus. Il forte sarà aperto a nuove iniziative, come campus universitari e attività culturali. La Fondazione sta lavorando con le università per organizzare campus estivi e con le associazioni per regolarizzare l'utilizzo delle strutture.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo