«LE AZIENDE che dal 1987 operano nella nostra associazione scommettono attraverso la cultura sul valore reale del territorio e superano il naturale individualismo: non per fare marketing, ma per fare e basta». La presidente della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino Adriana Acutis ha annunciato ieri il programma di attività per il 2017, quando il pool di 31 aziende piemontesi festeggerà i 30 anni di attività. Un ricco programma, per cui si stanzierà un milione e mezzo di euro, che mette al centro il recupero del "cupolino", fulcro decorativo della cappella della Sindone collocato a oltre 48 metri di altezza, distrutto nell'incendio del 1997. Un intervento particolarmente significativo, perché a novembre, a vent'anni dal rogo, il capolavoro di Guarino Guarini riaprirà i battenti. Ma non l'unico: nel piano complessivo rientrano anche i lavori per la Fontana dell'Ercole alla Reggia di Venaria, per l'Appartamento del Re a Stupinigi e per i Giardini Reali. Negli spazi verdi nel centro di Torino partirà nei primi mesi dell'anno la sistemazione del boschetto di platani e olmi di metà Ottocento, nato come estensione del giardino barocco, per cui l'architetto Paolo Pejrone, incaricato del progetto, ha previsto una rete di vialetti arricchiti da fioriture. Un lotto che si potrebbe inaugurare già a fine primavera o inizio estate. Nuovi tasselli dunque di un'attività per cui sono stati spesi, dai primi restauri tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90 dal Parlamento Subalpino, alla facciata dell'Archivio di Stato e a quelle delle chiese di San Carlo e Santa Cristina in piazza San Carlo oltre trenta milioni di euro. «Non sono solo restauri, ma attività di valorizzazione portate avanti con continuità, mettendo a disposizione fondi e competenze imprenditoriali e creando occupazione continua Acutis, al suo fianco il past president Lodovico Passerin d'Entreves Ma ho la sensazione che il nostro impegno non sia compreso, per lo meno fuori dal Piemonte. Non mi spiego altrimenti il fatto che non abbiamo accesso alle agevolazioni fiscali previste per chi interviene nei beni culturali». L'associazione non può usufruire infatti delle detrazioni previste dall'Art bonus, perché non ha lo stato giuridico di fondazione e non è proprietaria dei beni su cui interviene. Proprio per questo la Consulta ha richiesto già da tempo al ministero modifiche alla legislazione esistente, anche per l'Iva: per loro un costo che corrisponde, nei trent'anni, a 5 dei 30 milioni spesi per il patrimonio della città. In attesa di modifiche, si prosegue con un'attività finora non è replicata in alcuna altra grande città italiana, mentre esempi si trovano solo in Piemonte, ad Alessandria e Fossano. La Consulta guarderà il prossimo anno anche al sistema delle residenze reali. Se a Venaria l'antica Fontana dell'Ercole di Amedeo di Castellamonte rivivrà attraverso il progetto di Ganfranco Gritella, rappresentando l'ultimo tassello del recupero della reggia, a Stupinigi partiranno i lavori di restauro nell'Appartamento del Re: «La Palazzina ha grandi potenzialità, ma deve ancora trovare un posizionamento e un equilibrio conclude la presidente Rimarrà nel radar di Consulta per i prossimi anni».
La Consulta festeggia i suoi trent'anni e punta sul "cupolino" della Sindone
La Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino ha annunciato il programma di attività per il 2017, che celebra i 30 anni di attività delle 31 aziende piemontesi che operano nella associazione. Il programma prevede un intervento significativo per il recupero del "cupolino" della cappella della Sindone, distrutto nell'incendio del 1997, e la riapertura del capolavoro di Guarino Guarini a novembre. Altri progetti includono la sistemazione del boschetto di platani e olmi nel centro di Torino, la restaurazione della Fontana dell'Ercole alla Reggia di Venaria e dell'Appartamento del Re a Stupinigi.
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