NELLA saletta gremita del Matitone, il presidente di Spim Stefano Franciolini dialoga fitto con l'assessore Emanuele Piazza. Sul Blueprint il Comune ha scommesso forte, più di ogni altro soggetto, e l'avvio delle operazioni, che coinciderà con il nuovo anno, rende il sindaco particolarmente tonico. «Sì, sono soddisfatto spiega Doria affiancato dai giudici che esamineranno i 76 progetti arrivati stiamo affrontando un percorso di straordinario interesse e potenzialità che punta a trasformare la città». Piace soprattutto a Doria il metodo individuato, quello cioè di procedere a lotti, cominciando dalle aree che dalla Fiera sono passate al Comune e sulle quali quindi non ci sono vincoli di altri soggetti. Si tratta di centomila metri quadrati che dal Palazzo ex Nira arrivano fino alla foce del Bisagno. «In questo modo si può avviare subito il percorso di gara spiega la zona delle riparazioni ha i suoi tempi, meglio concentrarsi qui anche se l'obiettivo finale non cambia e punta a unire Fiera e Porto Antico». Il sindaco torna ai giorni della presentazione del primo progetto, il Blueprint, come lo definì all'epoca l'Architetto Renzo Piano, che il disegno del waterfront di levante ha donato alla città, manifestando espressamente la volontà che si facessero dei concorsi sulla realizzazione. I progetti sono arrivati, sono 76, nessuno sa da dove, anche se Doria spiega che dagli invii mail almeno una quindicina arriva dall'estero. Dalla prima presentazione qualcosa è cambiato, anche il padiglione B è entrato nel sedime del Comune e questo ha comportato un modifica del canale, inizialmente in grado di portare acqua fin sotto il Palasport. «Resta l'idea di fondo della cucitura urbana su un'area poco utilizzata spiega Doria Fino a oggi questa è stata un elemento di cesura nel territorio, ora vogliamo cambiare, ci si vuole riappropriare di un pezzo di città». Si continuerà sulla strada del pragmatismo, riassume il sindaco. Perché si è partiti da un modulo di competenza esclusiva del Comune e poi con il governo (Renzi) si è avviata una collaborazione per ottenere finanziamenti. Così ai primi 15 concessi all'interno di un provvedimento nazionale sui beni culturali se ne sono aggiunti altri 13,5 inseriti nel patto per Genova firmato proprio da Doria e Renzi alla vigilia del referendum. Totale 28,5 milioni che sono già disponibili per interventi infrastrutturali che alleggeriranno l'onere sulle spalle degli investitori privati. «Abbiamo inserito nel bando di gara anche la sostenibilità economica del progetto chiarisce il concetto Doria Perché anche la praticabilità economica servirà a definire il vincitore». Non è più tempo, infatti, di delegare solo allo Stato la realizzazione di interventi come questo. All'epoca, l'Expo nel '92 costò 750 miliardi di lire, tutte a carico dei soggetti pubblici. Il costo del Blueprint è di circa 200 milioni di euro e gli investimenti dei privati saranno fondamentali. Si può però ridurre il loro impatto con interventi strutturali e infrastrutturali sostenuti appunto dal pubblico, l'abbattimento della parte finale della Sopraelevata, la demolizione del Nira, lo scavo del canale. «Il costo di questi interventi è stimato in circa 50 milioni di euro e la progettazione di questi lavori può già essere avviata spiega il direttore del Patrimonio di Tursi Roberto Tedeschi Da che cosa partiremo? Con l'inizio dell'anno dalla demolizione del Nira». Doria inserisce il progetto firmato dall'architetto Piano in un disegno di città che cambia e che offre nuove opportunità di lavoro, con gli Erzelli, ma anche con le aree Ilva e Piaggio che si possono rendere disponibili. Si parte comunque dal Blueprint su cui scatta questo confronto internazionale che non verrà limitato dal disegno di Piano. «Assolutamente no conferma l'architetto Stefano Russo, membro della giuria in rappresentanza dello studio Piano L'architetto ha dato una linea, la progettualità è tutta affidata al concorso». Con l'obiettivo di guardare oltre i confini della Lanterna. «Vedremo chi saprà imporre la propria idea, creando qualcosa che sappia anche andare oltre spiega Carlo Berio Se si guarda solo al bacino genovese non si va lontani, ma nell'arco di due ore si raggiungono venti milioni di abitanti. È in questa direzione, al Nord Ovest, che bisogna guardare se si ambisce a essere una grande città europea».
Blueprint, 200 milioni il costo del progetto caccia ai privati per il waterfront
Il sindaco di Genova, Doria, ha discusso con l'assessore Piazza e con i giudici della saletta del Matitone sul progetto di trasformazione della città, noto come Blueprint. Il progetto, che prevede la realizzazione di interventi infrastrutturali e di gara, ha ricevuto 76 progetti da parte di diverse società. Il sindaco è soddisfatto del metodo di procedura, che prevede la realizzazione di lotti, iniziando dalle aree che sono passate al Comune. Il progetto ha un obiettivo finale di unire Fiera e Porto Antico. Il sindaco ha anche spiegato che il progetto è stato influenzato dalla presentazione del primo progetto, che è stato firmato dall'architetto Renzo Piano.
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