VALERIA STRAMBI L'OPERA FERITA di Bartolomeo Manfredi racconta una storia di distruzione e di rinascita. È proprio dal grande dipinto " Concerto", vittima a metà della strage di via dei Georgofili del 1993, che inizia una nuova vita per la Galleria degli Uffizi. L'olio su tela, sulla cui superficie si scorgono ancora gli sfregi provocati dalle schegge della bomba, è il primo tassello della mostra "La tutela tricolore. I custodi dell'identità culturale". Un'esposizione (visitabile da oggi al 14 febbraio, ingresso gratuito) che ripercorre i crimini contro il nostro patrimonio culturale: da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti di opere d'arte e agli scavi clandestini finalizzati alle esportazioni illecite. E proprio dietro a ognuna di queste opere salvate c'è il lavoro dei carabinieri del Comando tutela Patrimonio Culturale, degli eroi che, con una punta di affetto vengono chiamati i "carabinieri dell'arte". Non è un caso che questa mostra sia stata scelta per inaugurare l'Aula Magliabechiana, quella che d'ora in poi sarà riservata alle esposizioni temporanee degli Uffizi e che, con i suoi 750 metri quadri, si trova proprio sotto l'omonima biblioteca. «Questo può essere definito il primo giorno di vita dei Nuovi Uffizi commenta il direttore, Eike Schmidt abbiamo superato il 50 per cento dei lavori di questo grande progetto. La mostra suggerisce un tema di riflessione sul ruolo che l'arte pubblica riveste per la collettività e sulle strategie per la sua protezione e il suo recupero». Ma il direttore ha già in mente quella che sarà la prossima mostra: «A marzo ci sarà un'esposizione dedicata a Leonardo e sarà quella l'occasione per rivedere, dopo un lungo e straordinario lavoro di restauro da parte dell'Opificio delle Pietre Dure, l'Adorazione dei Magi ». All'inaugurazione della mostra hanno partecipato anche il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette, il sindaco di Firenze Dario Nardella e il soprintendente Andrea Pessina, che ha ricordato che dal 2017, grazie al Decreto Cultura, «arriveranno i 18 milioni per dotare gli Uffizi di nuove sale e di un auditorium». La mostra che prende il via oggi (visitabile dal martedì alla domenica, ore 10-17) si articola in otto sezioni. La prima, "Il crimine contro l'arte", racconta come gli Uffizi sono stati oggetto di un attacco mafioso il 27 maggio 1993, con alcune opere distrutte e altre scampate. La seconda sezione "L'azione di Rodolfo Siviero e la sua eredità" è dedicata al salvataggio delle opere delle Gallerie di Firenze, trafugate nel corso dell'ultimo conflitto mondiale. Molte furono recuperate proprio grazie all'attività dell'allora ministro plenipotenziario Siviero, che su nomina di De Gasperi nel '46 diresse una missione diplomatica presso il governo tedesco per ottenere il riconoscimento di un principio di legittima restituzione delle opere italiane: dalle Fatiche di Ercole di Antonio Pollaiolo, allla Madonna col Bambino di Masaccio. Nella terza sezione "Beni archeologici e diplomazia culturale" una serie di recuperi archeologici provenienti da scavi clandestini e poi usciti illecitamente dall'Italia: tra questi la statua di Vibia Sabina, moglie dell'imperatore Adriano rientrata da Boston nel 2007. Ci sono poi le sezioni "I Carabinieri dell'arte a grandi passi verso i primi cinquant'anni", "La globalizzazione del crimine" e infine uno sguardo sul mondo e sull'accanimento del terrorismo con l'esposizione della stele funeraria di Palmira.