LA MOSTRA ALL'ARCHIGINNASIO IN COLLABORAZIONE COL COMUNE DI VISSO Le opere autografe di Giacomo Leopardi, scritte a Bologna nel 1826 tornano a casa, lasciando per circa due mesi il caveau di una banca di Camerino che le aveva accolte dopo il terremoto del 24 agosto. Lo aveva annunciato agli inizi di ottobre l'assessora alla cultura Bruna Gambarelli e oggi gli autografi si presentano al pubblico alla Biblioteca dell'Archiginnasio nella mostra «L'infinito. Gli autografi di Giacomo Leopardi da Visso a Bologna», realizzata grazie al contributo di Unipol e che sarà inaugurata alle 18.30 dal sindaco Virginio Merola, dal suo collega di Visso, Giuliano Pazzaglini, e da Marco Antonio Bazzocchi. Con l'autorizzazione della Soprintendenza delle Marche e dell'Umbria resteranno qui fino al 28 febbraio sei "Idilli" (L'Infinito, La sera del giorno festivo, Lo spavento notturno, La Ricordanza poi Alla Luna, Il Sogno, La Vita Solitaria), i cinque "Sonetti in persona di ser Pecora", l'Epistola al Conte Carlo Pepoli, la "Prefazione al Petrarca" con le relative correzioni; quattordici lettere indirizzate all'editore milanese Antonio Fortunato Stella tra il 1825 ed il 1831, alcune da Recanati, altre da Bologna. «La mostra è totalmente dedicata ai manoscritti scritti a Bologna e che si legano alla pubblicazione bolognese dei "Versi" del 1826», spiega Pierangelo Bellettini, direttore dell'Istituzione biblioteche . Un totem interattivo permetterà ai visitatori di sfogliare virtualmente i manoscritti ed altri materiali sui rapporti fra Giacomo Leopardi e Bologna. La mostra è l'occasione per raccogliere fondi a favore della ricostruzione del Comune di Visso. (paola naldi)