Raccontano ogni anno la Sicilia a centinaia di migliaia di turisti, ma tutti i giorni le 1.200 guide abilitate dalla Regione sono costrette a destreggiarsi fra mancanza di servizi, assenza di strutture dedicate ai viaggiatori, barriere architettoniche nella maggior parte dei siti e l'abusivismo nella loro professione che negli ultimi anni è aumentato senza controllo. Ora le chiusure a Natale e a Capodanno sono l'ennesimo ostacolo che le guide turistiche devono affrontare per riuscire a fornire un servizio all'altezza degli standard delle altre città d'arte italiane. «Sarei tentata di portare i turisti stranieri all'assessore regionale lancia la provocazione Lucia Agate, guida turistica di Trapani E farei spiegare a lui per quale motivo nel resto d'Europa i musei sono aperti nei giorni di festa mentre noi scegliamo di chiuderli». Sono molto irritate le guide turistiche siciliane, anche perché oltre a subire i disservizi non si sentono tutelate dalla Regione che ha chiesto loro di studiare e sostenere un esame di abilitazione. «Siamo in balia degli abusivi, chiunque a Palermo si improvvisa guida senza averne la preparazione e i titoli sottolinea Daniela Lo Secco, guida turistica e contitolare del Seecily tourism services di Palermo Sono decine le guide improvvisate sprovviste di patentino che lavorano in nero: dai guidatori di Apecalesse agli autisti delle auto a noleggio senza contare i cittadini che pubblicizzano su internet percorsi e visite guidate a tema. Propongono tour della città a prezzi stracciati se non gratuitamente e i controlli della polizia municipale sono sporadici». Un autentico "percorso ad ostacoli" reso ancora più difficile dal cambio di abitudini dei turisti, che per questioni economiche concentrano in pochi giorni il soggiorno in Sicilia. «Purtroppo il turismo è profondamente cambiato rispetto a vent'anni fa continua Daniela Lo Secco Chi arriva in Sicilia ci resta pochi giorni, vuole un servizio di qualità ma non è disposto a pagarlo il giusto ». E quando il turista sceglie una guida abilitata i servizi offerti dalle città e dai siti archeologici non sono all'altezza. «La cosa più difficile è spiegare ai clienti che in Sicilia, da Palermo a Catania, non esistono bagni pubblici racconta Daniela Lo Secco Per chi arriva dall'estero equivale a essere in un paese del terzo mondo. Non è concepibile che in una città si debba andare in un bar per un bisogno fisiologico ». Per qualcuno potrebbe essere un dettaglio, «ma provate a portare in giro per Catania un gruppo di 50 persone sapendo che non c'è un solo bagno pubblico conferma Angela Inferrera Diventa un inferno anche perché la maggior parte dei gruppi organizzati sono formati da persone anziane che non hanno la stessa resistenza dei giovani». Se poi il cliente è una persona disabile i problemi si moltiplicano, condizionando pesantemente la qualità del servizio. «A Palermo persino il percorso Unesco è un problema racconta Federica Riccobono, fresca di abilitazione Per chi ha problemi motori è complicato se non impossibile visitare le chiese della Martorana e di San Cataldo, come pure il museo Salinas, l'oratorio di Santa Cita e la chiesa di San Giovanni dei Teatini». Su un aspetto le guide turistiche si sentono al sicuro, la preparazione. Sia quelle che lavorano su Palermo, Monreale e Cefalù, sia quelle che raccontano Siracusa, Catania e Taormina, tutte le guide abilitate non temono la sempre maggior preparazione dei loro clienti. «Lavorare con clienti che arrivano già con un'infarinatura di base è un grande vantaggio assicura Angela Inferrera perché sanno già cosa andare a vedere. Fino a vent'anni fa i gruppi si accontentavano del giro standard dei monumenti, una sorta di menù fisso, mentre ora preferiscono scegliere cosa vedere. Siamo passati ad un turismo alla carta». Un cambiamento di domanda che non vale però per le centinaia di migliaia di croceristi e per asiatici e americani. «I primi scendono a terra per poche ore e la Sicilia che vedono è quella delle escursioni standard spiegano le guide turistiche mentre per americani e asiatici la Sicilia è solo una delle tante tappe del loro giro d'Italia».
La sfida dei ciceroni siciliani "Ogni giorno fra arte e rifiuti"
Le guide turistiche siciliane affrontano numerosi problemi per fornire un servizio di qualità ai turisti. La mancanza di strutture dedicate, barriere architettoniche e l'abusivismo nella loro professione sono solo alcuni degli ostacoli che devono superare. Le guide sono costrette a lavorare in condizioni difficili, con pochi controlli della polizia e un cambio di abitudini dei turisti che concentrano il soggiorno in pochi giorni. I turisti stranieri spesso non sanno cosa aspettarsi e possono essere sorpresi dalla mancanza di servizi come i bagni pubblici. Le guide si sentono spesso in balia degli abusivi e non sono tutelate dalla Regione.
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