Una levata di scudi. La riapertura della Villa del Casale di Piazza Armerina e degli altri siti culturali dell'Ennese. E l'attestazione di una disponibilità che, del resto, era già stata trasmessa da tempo all'assessorato. Partendo da un assunto sintetizzato dal Cobas-Codir: «Il personale della Regione può tenere aperti i musei. Il tetto di giorni festivi in cui si lavora non è stato ancora raggiunto ». Il giorno dopo la proposta di coinvolgere le guide turistiche nei siti culturali a Natale e a Capodanno per scongiurarne la chiusura, i sindacati dei dipendenti regionali salgono sulle barricate contro un piano che giudicano illegittimo: «Le guide turistiche dice Gianni Borrelli, della segreteria regionale Uil non possono occuparsi di vigilanza e fruizione dei musei in Sicilia. Per farlo basterebbe utilizzare i custodi che già sono in servizio». I sindacati si basano su un'intesa firmata esattamente un anno fa. Un documento sottoscritto da Cobas-Codir, Cgil, Cisl, Uil e prevede la possibilità di usare più dipendenti per i festivi: «L'accordo dicono Michele D'Amico e Simone Romano, rispettivamente responsabile regionale dei Beni culturali per il Cobas-Codir e coordinatore regionale del Cupas, il sindacato dei custodi prevede il superamento dei limiti contrattuali da un terzo fino a due terzi». Tradotto dal lessico sindacale, significa che sulla carta i custodi sono tenuti a lavorare in un terzo dei giorni festivi, 22 su 65, mentre l'accordo firmato l'anno scorso permette invece di arrivare a due terzi, cioè a quota 44. Una quota che, secondo il Cobas- Codir, non è stata neanche lontanamente raggiunta nei musei siciliani: «Il personale regionale proseguono D'Amico e Romano può essere utilizzato sia per il 25 e 26 dicembre sia per il 1 gennaio, non essendosi mai sottratto ai compiti nonostante per tutto il lavoro svolto nel 2016 non abbia ancora percepito un solo centesimo di indennità di tutela e vigilanza». La spesa aggiuntiva per ogni giorno di lavoro festivo, secondo i sindacati, si aggira intorno ai 50 euro a dipendente. Nei musei siciliani lavorano circa mille persone, con una media di un'ottantina per ciascuno dei dodici poli museali. Da quest'anno, infatti, i siti sono stati accorpati in macro-strutture: a Palermo, ad esempio, uno dei poli gestisce il museo Salinas, i parchi di Solunto, Monte Jato e Himera. La conseguenza è che il personale può essere spostato da una struttura all'altra, purché la distanza non sia superiore ai 50 chilometri: «Riorganizzando il personale e contrattando le regole senza caos e favoritismi prosegue Borrelli i musei potrebbero restare sempre aperti ». Ai dipendenti diretti, inoltre, vanno aggiunti quelli di Servizi ausiliari Sicilia, una società che può contare su 250 contratti a tempo pieno e 260 part-time e che ha già dato la propria disponibilità a schierare il proprio personale. Arriva intanto una retromarcia sulla chiusura del polo museale di Enna: «Abbiamo fatto alcune considerazioni dice la direttrice, Giovanna Susan e abbiamo deciso di aprire l'area archeologica di Morgantina, la Villa del Casale e il museo di Aidone il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio. Lo faremo razionalizzando il personale di custodia a disposizione». Dell'elenco dei musei aperti a Natale e Capodanno fanno parte tutti quelli gestiti dal Comune di Palermo (fra i quali la Gam), la Valle dei templi di Agrigento, il Teatro antico di Taormina, l'Abatellis, Palazzo Mirto e l'Oratorio dei Bianchi. Aperti, ma con un orario ridotto, il museo del Satiro di Mazara, il Pepoli di Trapani, le aree archeologiche di Segesta e Marsala.