Le terrecotte di Andrea della Robbia pronte a tornare sulla facciata, con una novità In primi due sono stati «inscatolati» ieri mattina, altri sei li seguiranno a ruota: ma due di loro no. Resteranno nella pinacoteca del museo. I putti di Andrea della Robbia, i dieci putti simbolo dell'Istituto degli Innocenti, sottoposti a restauro tra il maggio del 2015 e giungo di quest'anno ed esposti tutti in fila fino a ieri in una sala del museo degli Innocenti prendono adesso strade diverse. Erano stati commissionati ad Andrea della Robbia da Francesco Tesori, priore dello Spedale, per decorare il loggiato esterno che si affaccia su piazza SS.Annunziata, costruito su progetto di Filippo Brunelleschi e posti lì dove erano destinati sin nel 1487. L'anno scorso, in vista dell'apertura del nuovo museo, erano stati trasferiti tutti quanti all'Opificio delle Pietre Dure dove erano stati «curati» con l'idea di rimetterli su in alto nei medaglioni della facciata che per secoli li hanno accolti dopo averli mostrati ai visitatori da vicino per consentire di apprezzarne la bellezza e la qualità. Ora, d'accordo con la Soprintendenza, la nuova presidente Maria Grazia Giuffrida ha deciso che solo otto di loro torneranno nella loro destinazione originaria. Altri due, sono il putto numero 6 e il numero 7, resteranno per sempre al museo e al loro posto verranno collocate delle copie. Si tratta di una decisione che in primo luogo risponde a esigenze pratiche. Visto la delicatezza della loro struttura si tratta di sculture a rilievo in terracotta invetriata i piccoli bambini simbolo dell'Istituto saranno sottoposti a monitoraggio e manutenzione costante per evitare danneggiamenti. La doppia collocazione mira a rendere possibile valutare se e in che misura l'esposizione esterna incida nella loro conservazione. E avere in interno due pezzi, come termine di paragone, servirà ai tecnici dell'Opificio per fare una valutazione più oggettiva. È ovvio che la decisione consentirà anche una loro fruizione più diretta (seppure parziale visto che riguarda solo due delle dieci opere). Parziale anche tenuto conto che ciascuno di loro presenta caratteristiche diverse: ogni tondo si differenzia dall'altro per qualche elemento. I putti hanno infatti differenti posizioni delle braccia, direzione dello sguardo, piegature delle fasce o addirittura un diverso colore di queste ultime, dall'azzurro, al rosso fino al violaceo. Ma la loro qualità è sorprendente sempre.
Firenze. Innocenti, riecco i Putti. Ma due restano dentro
I putti di Andrea della Robbia, commissionati per decorare il loggiato esterno dell'Istituto degli Innocenti, sono stati trasferiti all'Opificio delle Pietre Dure per il restauro. Dopo il restauro, sono stati esposti in una sala del museo, ma ora sono stati decisi di tornare sulla facciata del museo, con una novità: due di loro, il putto numero 6 e il numero 7, resteranno al museo e al loro posto verranno collocate delle copie. Questa decisione è stata presa per motivi pratici, in quanto i putti sono delicate sculture a rilievo in terracotta invetriata e richiedono monitoraggio e manutenzione costante per evitare danneggiamenti.
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