Il 28 non sarà a Napoli «L'Adorazione dei pastori» Napoli Sarà un Capodanno senza «Adorazione dei pastori». Un Caravaggio in meno a Napoli per queste feste, con i l quadro conteso tra il museo di Messina e il Madre. Si tratta del dipinto più prezioso, per fattura e dimensioni, tra quelli del Merisi proposti dalla coppia De Luca - Sgarbi ai turisti in visita a Napoli. Per ora è già arrivata la «Maddalena penitente» che fa parte della mostra «Tesori nascosti» alla Basilica della Pietrasanta. Proprio durante l'inaugurazione di quella esposizione, Sgarbi aveva annunciato l'imminente approdo in città dell'altra tela di Caravaggio. Il celebre dipinto sarebbe dovuto arrivare da Messina per essere esposto dal 28 dicembre al museo Madre. Il critico e curatore aveva deciso infatti di ospitare il quadro seicentesco nel bel mezzo del museo di arte contemporanea. Una sfida non nuova, quella di contrapporre passato e presente artistico, ma comunque sempre interessante. Evidentemente però il Museo regionale di Messina non è disponibile a prestare il suo fiore all'occhiello proprio durante le feste e il periodo di maggiore afflusso turistico. Quello di Messina è un museo storico, ristrutturato e ampliato a partire dagli anni Ottanta. Alcuni interventi sono terminati nel 2013, dopo un finanziamento dell'Unione europea di tre milioni di euro. Ma la parte nuova del Museo ha aperto al pubblico solo il 9 dicembre scorso. Naturale quindi che la struttura non sia disposta a cedere proprio ora il capolavoro di Caravaggio. Perché allora annunciare trionfalmente l'arrivo a Napoli del quadro? E, soprattutto, arriverà davvero prima o poi? Secondo il direttore del Madre, Andrea Viliani, non c'è dubbio. «La Regione Campania, la Scabec e il Madre, in collaborazione con il team di Vittorio Sgarbi», dichiara, «hanno completato già tutti i passaggi e documenti necessari. Per le date si tratta di mettersi d'accordo con Messina. Certamente il quadro non sarà qui il 28». Un ritardo è certo, dunque. Ma il prestito ci sarà, assicura Viliani, «e sarà un'operazione non pretestuosa, ma coerente con quello straordinario paradigma fissato da Raffaello Causa insieme con Lucio Amelio, quando portarono l'arte contemporanea tra le antichità di Capodimonte. Parlo dell'opera di Burri messa in relazione proprio con Caravaggio nel 1978. Ora quel paradigma si ribalta, perché è il contemporaneo a ospitare l'opera storica». Non è dunque una semplice esposizione di capolavori, come alla Pietrasanta? Lo ha detto lo stesso Sgarbi che non c'è un filo conduttore in quella mostra. «Assolutamente no, c'è una motivazione profonda nel portare al Madre un quadro di Caravaggio». A Natale, comunque sarà altro da fare a Napoli. I capolavori non mancano, non c'era nessun bisogno di annunciare quello che ancora non è certo come hanno fatto Sgarbi e De Luca. Ma dopo Natale il Caravaggio arriverà? «Senz'altro», ribadisce Viliani, «anche se non so dire quando».