San Luca snobba la star degli architetti italiani. E lui invia una lettera di dimissioni Con una lettera Renzo Piano si è dimesso dall'Accademia di San Luca. Ha chiesto di cancellare il suo nome dalla lista dei membri di una delle più importanti istituzioni culturali italiane. La missiva dice che i tanti impegni impediscono all'architetto di seguire la vita operativa dell'Accademia. Secondo alcuni, se ne va anche perché l'istituzione non lo ha mai invitato a tenere una lectio magistralis né a presiedere un convegno. L'Accademia di San Luca, una delle più prestigiose istituzioni culturali italiane, perde la sua «supernova», la sua stella più brillante. Se ne va l'architetto che da decenni domina il panorama progettistico del Bel Paese, l'autore che a Roma ha dato l'Auditorium, all'Italia diverse architetture importanti (dalla chiesa di Padre Pio a Pietralcina al waterfront del porto di Genova) e al mondo decine di edifici a cominciare dal Centre Pompidou a Parigi per continuare con opere come i grattacieli del NY Times, la Morgan Gallery a New York, lo «Sharp» a Londra, il Centro culturale di Noumea, e tante altre che gli hanno fatto meritare l'Oscar dell'architettura, ossia l'americano Pritzker Prize, ottenuto nel 1998. Renzo Piano ha dato le dimissioni dall'Accademia romana, che ha sede a Palazzo Carpegna, con una lettera della sua segreteria che porta la data del 16 novembre. Il documento è stato tenuto riservato fino ad ora forse per il comprensibile imbarazzo dell'istituzione fondata nel Cinquecento. Giovedi scorso il consiglio accademico ne ha infine discusso, prendendo atto della volontà di Piano che ha pregato di cancellare il suo nome, dal primo gennaio prossimo, dalla lista dei membri dell'Accademia. Motivazioni di natura pratica hanno tentato di spiegare l'abbandono dell'istituzione che raccoglie, da secoli, i più bei nomi dell'architettura, della pittura e della scultura. In sostanza, la lettera dice che i tanti impegni dell'architetto Piano gli impediscono di seguire la vita operativa dell'Accademia, alla quale ogni iscritto in qualche modo dovrebbe partecipare. E così, con un «Gentilissima Presidenza» Renzo Piano fa le valigie, secondo alcuni anche perché Palazzo Carpegna ha snobbato l'unica vera star dell'architettura italiana d'oggi non invitandola mai a tenere una lectio magistralis né a presiedere un convegno. Dal primo gennaio il presidente in carica, Carlo Lorenzetti scultore lascerà il posto a Gianni Dessì, pittore. Francesco Moschini resta nel potente ruolo di segretario generale.