Ventotto agosto 1815: lo scultore Antonio Canova arriva a Parigi per restituire all'Italia i beni artistici sottratti da Napoleone in seguito al trattato di Tolentino del 1797. Dopo mesi di trattative, tra la fine del 1815 e il 1816, alcune delle opere rientrano in patria, dopo avventurosi viaggi via terra o via mare. Un ritorno il più delle volte accolto dalla popolazione in festa. Come spesso capita, nel momento in cui si perde qualcosa se ne comprende l'importanza. Da questo momento l'Italia avrà quindi una coscienza sempre più forte del valore del suo patrimonio, ponendosi il problema della sua conservazione e della sua valorizzazione in modo sempre più consapevole. Sono passati 200 anni da quello straordinario ritorno a casa. Oggi l'avventura che vede in Europa un grande movimento di quadri e sculture, diretti prima a Parigi e poi in quegli stessi luoghi da cui erano stati trafugati, è raccontata, per quel che riguarda l'Italia, in un'affascinante mostra intitolata "Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova", aperta fino al 12 marzo a Roma, alle Scuderie del Quirinale, curata da Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce. Il primo piano del palazzo è occupato da alcune delle opere scelte dalle commissioni mandate da Napoleone nello Stato Pontificio, per decidere quali capolavori avrebbero potuto far parte del suo museo ideale, il nascente Louvre. Tutte rientrate dopo l'intervento di Canova. L'imperatore aveva un gusto ben preciso e non portava via niente che non fosse di qualità eccellente. Sceglieva con grande sapienza il suo bottino di guerra, o meglio di pace perché era all'interno degli accordi che definivano la fine delle ostilità, che, con grande furbizia, si "legalizzava" il furto. Quindi molti dei prestiti ottenuti in questa mostra sono straordinari. Lo si capisce dall'incipit che vede La strage degli innocenti di Guido Reni, artista molto amato (e dunque molto sottratto) dai francesi, accanto a un gesso del Laocoonte. La scoperta nel 1506 sul Colle Oppio del gruppo marmoreo qui riproposto in un calco del XIX secolo proveniente dai Musei Vaticani, aveva significato l'irrompere di un'antichità da cui non era escluso il pathos, la drammatizzazione dell'avvenimento. Ed ecco che, secoli dopo, questo contorcersi di braccia e di muscoli, arriva fino alla figura sul fondo del dipinto di Reni, quell'uomo che tira con forza i capelli di una madre in fuga per difendere il suo bambino. La strage di Reni giunse a Parigi da Bologna nel 1896, il Laocoonte fu trasportato su un carro con 12 bufali al traino e arrivò in Francia con un vero e proprio corteo trionfale. Il mondo classico consentiva a Napoleone di considerarsi parte di quella storia, di autoincoronarsi erede dell'antica Roma. A Parigi arriva quasi al completo ciò che aveva realizzato Raffaello. Sono i francesi a far nascere il mito dell'artista. Basti pensare a Ingres che lo considerava il più grande di tutti. Qui c'è un capolavoro come Il Ritratto di Leone X con il cardinal Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi, accanto a una bella copia della Deposizione della Galleria Borghese, eseguita dal Cavalier d'Arpino. In questo caso non era stato trafugato l'originale, non solo perché il principe Borghese era cognato di Napoleone, ma anche perché per 13 milioni l'imperatore si era accapar- rato e per sempre la sua meravigliosa collezione di marmi antichi. Nel frattempo, perché fosse dichiarata la sua origine culturale, si era portato a Parigi anche la Venere Capitolina e il Giove di Otricoli, altri due pezzi forti di questa esposizione. Accanto alla pittura "ideale" bolognese di Reni, Carracci, Guercino, Domenichino, Albani qui presenti con pale d'altare di grande impatto e intensità, nel museo universale di Napoleone, quello in cui tutta l'Europa avrebbe dovuto identificarsi, non poteva mancare il colore della scuola veneziana: ecco l'agitazione di Tintoretto, la luce di Tiziano e la bellezza cromatica di Veronese. Commovente il cielo del Compianto sul Cristo morto, perfetti i gesti e l'accordo dei toni con il blu, il rosso e il verde delle vesti messi lì a risvegliare e incantare lo sguardo. Al piano di sopra delle Scuderie c'è la seconda puntata di questa storia, ovvero l'Italia che si accorge che il suo patrimonio ha un valore civico. Con le opere già conservate nei depositi, dopo la soppressione degli ordini religiosi e con quelle rientrate, si ripensano i musei come luoghi identitari. Tra i capolavori di queste sale ecco la Madonna con il bambino di Cima da Conegliano, la Lastra sepolcrale di Guidarello Guidarelli realizzata da Tullio Lombardi nel 1525: un prestito importante, non era infatti ma uscita dal Museo della città di Ravenna. A proposito di prestiti, va ricordato che questa mostra è la prima del nuovo corso delle Scuderie del Quirinale, recentemente affidate dalla Presidenza della Repubblica al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, e quindi ad Ales, società in-house dello stesso Ministero, presieduta da Mario De Simoni. «Questo permette spiega De Simone di entrare nel circuito di musei nazionali, cosa che renderà più semplice lo scambio di opere con altre istituzioni. Le Scuderie fino ad oggi non avevano una collezione, fatto che rendeva difficile la ricerca di materiale per le nostre mostre. Oggi sarà tutto più semplice». Canova, per tornare in un'epoca di grandi speranze, aveva così chiara la coscienza dell'importanza delle belle arti che chiede a un gruppo di scultori di realizzare i busti dei grandi del passato: Giotto, Beato Angelico, Tiziano ecc. per decorare il Pantheon dove c'era la tomba di Raffaello. Sul lato, accanto al nome dell'autore si legge: Antonio Canova de pecunia sua. Tutte queste sculture le aveva pagate lui. Un gigante, non solo come artista.
la Repubblica
16 Dicembre 2016
✓ Entità verificate
ROMA- Museo universale. L'utopia impossibile di Napoleone
LE
Lea Mattarella
la Repubblica
Il 28 agosto 1815, lo scultore Antonio Canova arriva a Parigi per restituire all'Italia i beni artistici sottratti da Napoleone nel 1797. Dopo mesi di trattative, alcune opere vengono restituite in patria, il che solleva la coscienza dell'Italia sul valore del suo patrimonio. 200 anni dopo, una mostra intitolata "Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova" si apre a Roma, alle Scuderie del Quirinale, che racconta la storia di come Napoleone abbia trafugato opere d'arte italiane e francesi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
La Stampa · 4 Giu 2003
La campagna acquisti dei Beni culturali
La Stampa · 3 Apr 2005
Laocoonte, una tesi che appassiona
La Stampa · 19 Ott 2005
Dalla capitale: apriremo con gli americani dopo i restauri. Una grande mostra per ripartire
La Stampa · 23 Ago 2006
Sgarbi, Rutelli e la parabola del Cristo che non va a Mantova
La Stampa · 26 Ago 2006
Ramsete II trasloca vittima dell'inquinamento
La Stampa · 3 Set 2006
Mostra del Mantegna: Riscoperte e restauri ma quante novità
La Stampa · 18 Gen 2007
Un museo di scultura tra i Sassi
La Stampa · 11 Lug 2007
"No Lisippo no Bernini"
La Stampa · 11 Gen 2009
RESTAURO - L'arte di oggi megli danneggiata che restaurata
la Repubblica · 19 Feb 2010
Caravaggio. Non è vero che non disegnasse.
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
la Repubblica · 11 Feb 2017
Allarme per Lincei e Crusca. "Ci hanno tagliato i fondi"
Corriere della Sera · 2 Feb 2017
Il privato spauracchio della nostra cultura
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
La piramide di Piano. Nasce dopo 15 anni il Museo di Harvard
Corriere della Sera · 4 Feb 2017
Turismo, se il Sud arranca chi ama l'Italia deve dirlo
per-la-bellezza.comunita.unita.it · 27 Giu 2015
Bene Marino, Roma salga sui tram
la Repubblica · 17 Dic 2014
L'USO DI PIAZZA DEL PLEBISCITO OGGI METAFISICA E DESERTIFICATA
la Repubblica · 17 Dic 2014
Il Ribera segreto: un maestro dell'arte del Seicento a Napoli
www.arte.it · 18 Dic 2014
BENEVENTO-L'oggetto del desiderio. Europa torna a Sant'Agata
Corriere della Sera · 18 Dic 2014
Venezia come Roma. Un guaio i soldi pubblici
Il Giornale dell'Arte · 18 Dic 2014
L'arte sui giornali. La rassegna stampa di oggi
Corriere della Sera · 18 Dic 2014
Verona. Arena, rilancio della copertura. Aspettiamo l'ok del ministero
Corriere della Sera · 18 Dic 2014
Macro di Roma. Cristiana Collu verso la guida
Corriere della Sera · 18 Dic 2014
Bologna. Open!, Palazzo Re Enzo si apre alla città
Corriere della Sera · 18 Dic 2014
Firenze. Il Duomo in mille nomi. E un viaggio in salita per toccare la Cupola
la Repubblica · 18 Dic 2014
Il Mibact, i Girolamini e il rispetto.
la Repubblica · 18 Dic 2014
Ai Musei Capitolini il Marsia rosso sangue
Il Tirreno · 18 Dic 2014
TOSCANA - I sindaci sull'elettrodotto Manifestiamo insieme
Il Tirreno · 18 Dic 2014
Sovana, interrogazione in Parlamento
Il Tirreno · 18 Dic 2014
CAMPIGLIA L'attività delle cave in consiglio comunale
www.arte.it · 19 Dic 2014
L'Italia in prima fila per Erbil contro la minaccia ISIS