CAGLIARI. «...Ma da dove vengono le voci? E dove vanno? Vengono dal desiderio e vanno verso l'incontro, verso l'altro. Corrono per i sentieri della tanca e per i labirinti del paese...». La voce grave e profonda dello studioso Bachisio Bandinu emerge quasi tra le nuvole che corrono grigie sul cielo nel video di «Boghes» di Francesco Casu, videoartista e curatore dell'installazione che accoglierà tra una settimana i visitatori di un museo nuovo e insolito. Ma non per questo non meno necessario come l'acqua alla terra, per irrorare e far crescere il lavoro di ricerca sulla memoria e sulla identità. È un museo dedicato ai tenores. Agli ultimi grandi cantori di questa nostra terra aspra e difficile della quale questi poeti della voce conoscono tutte le pieghe. I suoni come i rumori, il frusciare del vento tra le foglie degli alberi e il gorgoglio dell'acqua tra le pietre dei ruscelli. Lo scampanìo delle greggi lontane, come il galoppo dei cavalli. Il parlottio della folla nelle vie e il vuoto religioso del silenzio. I tenores sono i custodi e anche gli interpreti tra i più preziosi di una civiltà e una cultura in continua mutazione antropologica. La conservano e la rimandano nel cuore e nel ricordo. Ecco quindi questo nuovo curioso sito nato per caso, ma soprattutto voluto con forza. E dove? Se non là dove la parola ha i suoi cultori più poetici della nostra terra, patria di uomini ostinati e di artisti come è Bitti. Paese che ha dato i natali al coro sardo più amato nel mondo. Quelli di «Remunn'e Locu», i nostri più titolati e rappresentativi ambasciatori che dopo tanto migrare, da un capo all'altro del globo, tanta vita vissuta, gioie e amarezze, sono diventati i paladini e i primi a credere in questo progetto unico che aprirà ufficialmente le porte di casa, il prossimo sabato alle 18,30 con una bella festa nelle strade del paese e poi dentro la casa tipica bittese che accoglie i locali di una struttura modernissima e avanzata. Il museo del canto a tenore è infatti una struttura multimediale: i visitatori si troveranno davanti un inedito percorso interattivo dove musica, testo e immagini formano assieme un unicum straordinario da leggere secondo diverse tipologie. Da una parte cioè, si potrà viaggiare o meglio navigare tra fotografie, documenti video e sonori (in collaborazione con la Rai regionale sarda) e infopoint illustrativi. Dall'altra invece ecco in questo un'autentica novità ideata, progettata e realizzata proprio da Francesco Casu il visitatore potrà diventare spettatore privilegiato che potrà, da una sorta di scriptorium con schermi al plasma, far interagire virtualmente i tenores da diversi monitor. Non solo. In una sala si potrà vivere una incredibile esperienza live. Disposti in cerchio sono installati quattro diversi totem corrispondenti ai tenores. Stando al centro si potrà ascoltare (attivando l'audio) sia le quattro voci in sincrono che separate e allo stesso tempo vedere i tenores cantare. Il museo presentato ieri mattina al Lazzaretto, alla presenza del coro di Bitti oltre ai materiali dei cori Remunnu e 'Locu e Mialinu Pira, raccoglie anche quelli dei migliori cori sardi: di Crune (Santa Luila), Nuoro (Santu Pedru), Sene-ghe (Su contrattu Seneghesu de Boricheddu Trogu), Formi (Bator Moros), Silanus (Santa Sarbana), Orosei (Concordu e tenore de Orosei), Orgosolo ('Untana Vona), Oniferi (tenores San Gavino). In programma incontri e convegni di studio sul tema del canto sardo e mediterraneo, rassegne e anche una pinacoteca (le prime opere sono state donate da Elio Pulii). E prestissimo dentro la Rete anche un sito web.
Museo per i Tenores
In Sardegna, un nuovo museo è stato inaugurato a Bitti, un paese noto per la sua tradizione musicale. Il museo è dedicato ai tenores, i cantori sardi più prestigiosi. L'installazione è stata curata da Francesco Casu e include un percorso interattivo con musica, testo e immagini, nonché una sala dove i visitatori possono ascoltare le voci dei tenores in sincrono con la loro visualizzazione. Il museo raccoglie materiali di diversi cori sardi e ospita anche incontri e convegni di studio sul tema del canto sardo e mediterraneo. La struttura è stata realizzata in una casa tipica bittese e include una pinacoteca con opere donate da un artista locale.
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Luogo