INTERVISTA ALL'ARCHEOLOGO E STORICO DELL'ARTE Sarà a Palermo venerdì per ricordare alla città che è anche la sua costa e che lo è da sempre, «così come ci raccontano i geografi arabi e i viaggiatori del Settecento». Salvatore Settis, archeologo e storico dell'arte che è stato direttore della Scuola Normale di Pisa, sarà tra i relatori del convegno "Palermo è la sua costa" che si terrà dopodomani allo Steri. Una giornata di studi, alla quale prenderanno parte archeologi, sociologi e architetti italiani e stranieri, dedicata al litorale dimenticato, quella costa sud, i sette chilometri che corrono di fianco al mare da Romagnolo ad Acqua dei Corsari, che aspetta ancora il rilancio e intanto convive col degrado. Professore Settis, il recupero della costa sud è ancora una promessa. Perché è importante per Palermo riappropriarsi di questo pezzo di città dimenticato? «Perché Palermo è una sola e la costa è uno dei suoi elementi fondanti, non un elemento di opposizione. Un patrimonio che bisogna recuperare anche a partire dalla Costituzione di cui tanto si è parlato in questi giorni. Basta leggere l'articolo 9 che dice che la Repubblica "tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione" ». Da cosa ripartire? «Le potenzialità paesaggistiche sono enormi, pensiamo al porticciolo della Bandita. Ma anche le novità in arrivo sono molto promettenti a partire dalla fondazione Valsecchi a palazzo Butera, un progetto serio legato all'arte. E poi c'è Palazzo Lanza Tomasi con la sua biblioteca, Villa Giulia e tutto il lungomare fino ad Acqua dei Corsari. Il convegno è una occasione per capire come riappropriarsi del fronte mare. Io non visito quella fetta di città da almeno tre anni ma le ultime immagini che ho visto mi hanno demoralizzato». Si riferisce al degrado? Ad Acqua dei Corsari c'è il teatro del sole, ridotto a discarica, che da tempo un comitato civico chiede venga trasformato in un giardino. Lo spazio è intitolato a Libero Grassi. Recentemente la figlia di Grassi, Alice, ha dato un ultimatum alle istituzioni: se in un anno la situazione non cambia toglierà il nome di sua padre... «Il degrado è una offesa al buon senso e alle regole della convivenza civile. Le istituzioni devono fare la propria parte: la Regione, che in Sicilia è chiamata a tutelare il suo patrimonio artistico, ma anche il Comune, non hanno fatto quello che dovevano, almeno non ancora. E così le bruttezza avanza ». Il degrado chiama degrado? «È la famosa teoria della finestra rotta. Se c'è un palazzo fatiscente può restare lì a invecchiare in eterno. Ma se a un certo punto qualcuno lancia un sasso e rompe una finestra, subito qualcuno ne lancerà un altro. Gli esseri umano imitano, nel bene e nel male. Il compito delle istituzioni è quello di intervenire. Qualcuno getta i rifiuti per strada? Si pulisca prima che si crei una discarica». Cosa è mancato finora? «È mancata una visione lunga e la consapevolezza storica». L'amministrazione comunale ha annunciato che la costa sud cambierà volto con i tanti progetti finanziati e con il nuovo piano regolatore. Crede che a penalizzare questo pezzo di città, in contrasto con la costa nord di Sferracavallo e Mondello, sia stata finora la non balneabilità? «La non balneabilità può non essere un problema: è una questione di visione. Ed in ogni caso il fatto che non si possa fare il bagno non è una ragione sufficiente perché una costa di enorme bellezza naturale venga trasformata in una discarica». Palermo negli ultimi anni ha fatto passi avanti: il centro storico ha molte più isole pedonali del passato, per esempio. È una città a due velocità? «La rinascita di una città non può essere confinata al solo centro storico, che pure è importantissimo. Una città è un tutt'uno. Il titolo del convegno è una grande verità e un monito: "Palermo è la sua costa", così come Venezia è la sua laguna».
L'appello di Settis: "Ora il risanamento restituite alla costa sud la sua bellezza"
Il geografo arabo e viaggiatore del Settecento ha descritto Palermo come una città che si estende anche lungo la sua costa. Oggi, la costa sud di Palermo è considerata un pezzo di città dimenticato e degrado. L'archeologo e storico dell'arte Salvatore Settis sostiene che il recupero della costa sud è importante per Palermo e che la città deve riappropriarsi di questo patrimonio. Settis sostiene che le potenzialità paesaggistiche della costa sud sono enormi e che ci sono molti progetti promettenti, come la fondazione Valsecchi a palazzo Butera e il progetto di Palazzo Lanza Tomasi.
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