PORTOFERRAIO Un'altra porzione importante di quella che fu la Villa romana delle Grotte è stata recuperata e sarà visitabile (non appena sarà messa in sicurezza) da turisti, ospiti o semplicemente studiosi di storia antica. Parliamo del lato che guarda a ovest, in direzione della piana di San Giovanni: le antiche terme che erano parte integrante della dimora romana. Il taglio della vegetazione spontanea ha riportato alla luce uno dei siti architettonici risalenti alla dominazione romana meglio conservati. E il vicesindaco di Portoferraio, nonché assessore alla cultura, Roberto Marini, nel corso della conferenza stampa di presentazione del sito recuperato, non ha risparmiato i ringraziamenti a rappresentanti di associazioni (Italia Nostra in prima fila) e volontari che hanno contribuito al raggiungimento di questo obiettivo, proprio nel periodo in cui il sito archeologico è aperto al pubblico in questo primo ponte di dicembre. «Lo sarà anche per Natale ha puntualizzato Cecilia Pacini, presidente della Fondazione Villa delle Grotte - se il tempo dovesse tenere e volgersi decisamente al bello, come lo è oggi. Come pure le Grotte saranno a disposizione di tutti coloro che vorranno visitarle anche per l'ultimo e il primo dell'anno». E l'amministrazione comunale punta le sue carte sulla fruibilità e la frequentazione di questi scavi romani. «Innanzitutto c'è la conferma dell'interesse della giunta - ha detto sempre Roberto Marini - nel contribuire allo sviluppo del sito. Lo dimostra lo stanziamento di 15mila euro dati come contributo alla Fondazione per l'anno che si sta per chiudere. Nostro intendimento è portarlo a 20 o meglio a 25 mila euro per il 2017, sviluppando o concretizzando tutti i buoni propositi messi in essere». Il sito potrebbe rappresentare un ottimo 'incipit' per un processo di aggregazione culturale che potrebbe essere spendibile nel marketing del turismo. Le Grotte, dunque, sia come luogo da visitare inserito in un più vasto itinerario che raggruppa le eccellenze storiche della città (come l'altra villa romana della Linguella, il museo civico, le Fortezze), sia come motivo di raggruppamento di tutti i soggetti che potrebbero essere interessarsi alla cultura locale. «Penso ad azioni sinergiche ha puntualizzato meglio l'assessore alla cultura - con studenti e mondo della scuola; con le associazioni di volontari e cooperative di giovani che potrebbero avere qui le occasioni di lavoro. La nostra amministrazione crede che il volano della nostra economia sia la cultura che è il vero valore aggiunto, non solo per Portoferraio ma per l'Elba tutta. Siamo consapevoli di ciò e per questo ci stiamo investendo, offrendo anche ai privati opportunità di far parte del progetto. Ci auguriamo che il nostro messaggio venga accolto favorevolmente». E si torna così a parlare di "Portoferraio card", un biglietto unico grazie al quale potranno essere visitabili tutti i siti e musei gestiti dal Comune. «Abbiamo fatto anche la proposta alla Soprintendenza ha aggiunto Marini di prevedere anche le visite alle due regge napoleoniche, ma qui i tempi si allungano incredibilmente». Infine il Cammino della rada. L'assessore Angelo Del Mastro ha informato dei recenti sopralluoghi dell'ufficio tecnico a San Giovanni e ha parlato di un finanziamento per la realizzazione dell'opera di circa 25 mila euro finanziabili con il progetto "Elba sharing". Proprio sotto la villa, in direzione del mare si potrà recuperare la vecchia torretta e la sede della batteria contraerea usata nell'ultimo conflitto mondiale.
PORTOFERRAIO - Le antiche terme tornano alla luce
In Portoferraio, un'altra porzione della Villa romana delle Grotte è stata recuperata e sarà visitabile. Il lato che guarda a ovest, in direzione della piana di San Giovanni, è stato riportato alla luce grazie al taglio della vegetazione spontanea. Il vicesindaco Roberto Marini ha ringraziato gli associati e volontari che hanno contribuito al recupero del sito. La Fondazione Villa delle Grotte ha confermato l'interesse della giunta comunale nel contribuire allo sviluppo del sito. L'amministrazione comunale punta sulla fruibilità e la frequentazione di questi scavi romani. Il sito potrebbe rappresentare un ottimo 'incipit' per un processo di aggregazione culturale che potrebbe essere spendibile nel marketing del turismo.
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