PIACENZA - È arrivato a Piacenza di buon mattino il sovrintendente Luciano Serchia. Prima tappa: Villa Serena. Sopralluogo alle 8. Con il sindaco Roberto Reggi. E tra i due si è capito subito che non sarebbe stata corrispondenza di amorosi sensi. «Dai miei superiori ho il mandato di congelare tutto quanto». È stato più o meno di questo tenore l'esordio del sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici. Raggelando Reggi, che ha avuto bella chiara fin dall'inizio la piega che ha preso la vicenda: l'avvio di una procedura di vincolo che avrà l'effetto di bloccare da subito la bretella, e il cui esito sarà la sottoposizione a tutela di Villa Serena e delle sue pertinenze. Anzi, di un'area ben più estesa. Tutto questo in un contesto ricco di strascichi polemici. Il sindaco Reggi ha parlato di «democrazìa mortificata» mentre l'ex sottosegretario Vittorio Sgarbi, paladino di questa battaglia a difesa della villa, ha annunciato di voler presentare una querela contro il sindaco: «Mi ha insultato». II sovrintendente conferma la tutela, bretella viaria a forte rischio. Il sindaco: mi opporrò in ogni modo Villa Serena, il vincolo sarà maxi Reggi:infumo anni di lavoro, democrazia mortificata É arrivato a Piacenza di buon mattino il sovrintendente Luciano Serchia. Prima tappa: villa Serena. Sopralluogo alle 8. Con il sindaco Roberto Reggi. E tra i due si è capito subito che non sarebbe stata corrispondenza di amorosi sensi. Reggi avrebbe desiderato un interlocutore disposto a ragionare su una soluzione di tutela dello storico complesso immobiliare della Veggioletta tale da non stravolgere l'impianto progettuale per la bretella viaria chiamata a collegare via Einaudi con la tangenziale sud nel suo futuro approdo all'altezza di strada Gragnana. Ma non è stato così: «Dai miei superiori ho il mandato di congelare tutto quanto». È stato più o meno di questo tenore l'esordio del sovrintendente ai beni architettonici e paesaggistici delle province di Parma e Piacenza. Raggelando Reggi, che ha avuto bella chiara fin dall'inizio la piega che ha preso la vicenda: l'avvio di una procedura di vincolo che avrà l'effetto di bloccare da subito la bretella, e il cui esito sarà la sottoposizione a tutela di villa Serena e delle sue pertinenze. Anzi, di un'area ben più estesa. Nessuno lo ha detto chiaramente, men che meno Serchia che, raggiunto telefonicamente nel pomeriggio nel suo ufficio di Parma, ha fatto sapere di «non intendere al momento rilasciare alcuna dichiarazione». E tuttavia l'impressione è che in Comune diano per certo l'arrivo di un vincolo non solo su villa Serena, altrimenti detta casino Scribani, ma anche su tre ulteriori poderi della Veggioletta che nel piano regolatore sono classificati come di valore (precisamente: "insediamenti agricoli di interesse storico-architettonico") e cioè la Fratesca, la Torretta e la Pusterla. Tutte corti rurali di periodo settecentesco, come villa Serena, di gran lunga la più pregiata del gruppo. Se così davvero fosse - e del resto era proprio in questi termini che ne aveva dato preannuncio Vittorio Sgarbi (vedi Libertà di lunedì scorso) - per la bretella che avrebbe dovuto incrociare lo stradello di accesso di casino Scribani a quota 216 dei suoi 300 metri circa di lunghezza, sarebbe la pietra tombale: nessuna soluzione di arretramento del tracciato potrebbe armonizzarsi con un tanto esteso vincolo di tutela architettonica e paesaggistica, si dovrebbe buttare alle ortiche un annoso e tribolato percorso deliberativo e amministrativo degli enti locali che solo in quest'ultima fase era arrivato a compimento con l'assegnazione dell'appalto e una previsione di fine lavori entro il 2005. Progetto interamente da rifare, insomma, per un'opera concepita per dare un primo completamento alla tangenziale, in attesa della realizzazione dell'anello "largo" più a sud, con il nuovo ponte sul Trebbia in località La Noce. Al sindaco, d'altra parte, per esprimere tutto il suo scoramento basta quella comunicazione soltanto di supplemento di istruttoria che sin qui risulta avergli fatto il sovrintendente. Sufficiente per «congelare» la bretella, come si diceva. «A processo decisionale già avvenuto, con l'appalto già affidato, questo vuoi dire prorogare i lavori per chissà quanti mesi, senza contare il danno economico e ambientale. La bretella la si sarebbe completata in dicembre, invece così io non avrò più il controllo dei tempi». Se poi «venisse posto un vincolo, allora va rivisto tutto». Così Reggi, cui preme sottolineare però un altro concetto: «Ciò che più è mortificante è che basta il primo che passa per la strada con il bisogno di farsi pubblicità per vanificare un percorso democratico di più amministrazioni comunali e provinciali, con decine e decine di consiglieri eletti dai cittadini, dove la Sovrintendenza è stata coinvolta senza che mai abbia dato parere contrario (con il sovrintendente regionale Maddelena Ragni nei mesi scorsi abbiamo fatto insieme un sopralluogo davanti a villa Serena). E' avvilente vedere che la democrazia espressa dai rappresentanti dei cittadini può essere messa da parte da un'azione centralistica di basso profilo. Di basso profilo perché la soluzione di tracciato prevista è la più tutelante per tutte le esigenze in campo». Dice, il sindaco, di aver sperato di «avere segnali rassicuranti» dall'incontro di ieri con Serchia, ma «a questo punto mi preparo al peggio e a contrastare la cosa in ogni modo possibile, ovviamente democratico, in cui credo ancora», E in questa battaglia Reggi vorrebbe avere con sé «tutti», perché «credo, qualora ci fosse un congelamento dei lavori, che centrodestra e centrosinistra dovrebbero fare fronte comune davanti ad azioni solo apparentemente a difesa della tutela architettonica e che invece vanno a suo danno». Reggi torna sul concetto dell'«umiliazione di un intero sistema democratico locale, messo in scacco dal primo che passa e dice di avere amici potenti a Roma». «Un'azione vergognosa, mi batterò come un leone per fermarla».
Libertà
21 Luglio 2005
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Gustavo Roccella
Libertà
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