Storici e tutelati dalla soprintendenza ma a rischio: saranno sostituiti con alberi della stessa specie. Palazzo Vecchio ha presentato il piano di intervento per il 2017 La celebre «veduta» di viale Torricelli con i suoi maestosi e secolari pini cambierà. Ma non troppo. Palazzo Vecchio ha presentato il piano di intervento 2017 su alberi e verde, con stanziamenti per 2 milioni di euro, ed il progetto più importante e delicato riguarda proprio viale Torricelli ed i grandi pini che fin dalla sua nascita ai tempi di Firenze Capitale d'Italia lo rendono unico. Al posto di 23 pini considerati pericolosi e dei 23 già abbattuti in passato arriveranno 46 nuovi pini, di circa 10 anni, alti 4 metri, in modo da non impattare troppo sulla veduta del viale. Viale Corsica Altri interventi impegnativi messi in calendario sono quelli di viale Corsica, con l'abbattimento di 59 alberi e la loro sostituzione con 70 peri ornamentali, il taglio dei pini situati nel mezzo della carreggiata di lungarno Colombo piantando altri tipi di alberi che danneggino meno l'asfalto, e la sistemazione di alberi da frutto ornamentali nel giardino dello stesso lungarno danneggiato dalla tempesta di vento dell'agosto 2015. Saranno poi riqualificati l'ingresso monumentale del museo e del giardino Stibbert, il giardino dell'Iris a piazzale Michelangelo, il giardino di viale Tanini al Galluzzo. «Il principio è che ogni albero abbattuto per motivi di sicurezza sarà sostituito da una nuova pianta senza ritardi spiega l'assessore all'ambiente Alessia Bettini e con piante meno problematiche per la città. Questo non vale per viale Torricelli dove l'unica scelta possibile era sostituire i pini con altri pini, come concordato con la sovrintendenza, dato il vincolo e la storicità del viale, unico e caratteristico». Gli altri interventi Palazzo Vecchio a febbraio ha controllato, anche con «prove di trazione», tutti i 63 pini ancora esistenti nel viale e li ha catalogati in base alla loro solidità, con 23 piante ritenute non a pericolo immediato, altrimenti sarebbero state abbattute, ma a rischio e quindi da cambiare. «I controlli fatti danno un orizzonte temporale di 15 anni, entro il quale è possibile che tutti i pini di fine Ottocento siano sostituiti dice ancora Bettini ma intanto partiamo con gli interventi prioritari. E dato che gli alberi si piantano o in inverno o ad inizio primavera il taglio e l'arrivo dei nuovi pini in viale Torricelli, che saranno fatti contemporaneamente, togliendo anche i vecchi ceppi, sarà realizzato nella primavere 2017 o nell'inverno 2017. E contemporaneamente saranno potati tuti gli altri, sarà risistemato l'asfalto, specie nella parte centrale della carreggiate del viale, e ripristinati i marciapiedi, oggi interrotti in alcuni punti, sempre per l'azione delle radici dei pini, che sono superficiali e deformano le carreggiate». Qualche anno fa si era ipotizzato di mettere cipressi al posto dei pini del Poggi, o altri alberi, proprio perché i pini deformano l'asfalto, ma adesso il Comune ha deciso di fare un'eccezione vista la monumentalità del viale. Stanziati due milioni di euro Piante nuove ma diverse invece in viale Corsica: giù gli ippocastani, fragili in aree urbane, e al loro posto peri ornamentali che attirano anche gli insetti impollinatori, migliorando l'ambiente. Peri e meli ornamentali saranno piantati nel giardino di lungarno Colombo, mentre non è stato ancora deciso cosa andrà nel mezzo della carreggiata. «Non è possibile allargare l'aiuola spartitraffico e metteremo alberi ad andamento verticale, sia nella chioma che nelle radici spiegano i tecnici del Comune Decideremo tra carpini, querce, parrotia». Nei due milioni c'è l'illuminazione del giardino di viale Tanini, la riqualificazione del giardino dell'Iris «vogliamo tenerlo aperto 365 giorni l'anno», dice Bettini e gli interventi allo Stibbert. «Abbiamo anche approvato il nuovo regolamento degli alberi, il vecchio era del 1991, in collaborazione con l'Ordine degli agronomi e forestali, con la semplificazione per i privati della scia, l'autocertificazione, per interventi sugli alberi conclude Bettini e più tutele quando ci sono aree di cantiere».